2 agosto 2019

Scontro diplomatico tra Cambogia e Stati Uniti

Martedì 30 luglio, nel ricordare le elezioni tenutesi esattamente un anno fa, l’ambasciata statunitense in Cambogia in un post su Facebook ha fatto pesanti osservazioni sullo svolgimento della consultazione elettorale del 2018, affermando che non è riuscita a rappresentare la volontà del popolo cambogiano, in quanto non libera e irregolare. Il partito del primo ministro Hun Sen, il Cambodian People’s Party (CCP) aveva ottenuto tutti i 125 seggi parlamentari in seguito allo scioglimento del principale partito di opposizione, il Partito del riscatto nazionale (CNRP, Cambodia National Rescue Party), motivato da accuse generiche di rapporti con Paesi stranieri, e soprattutto gli Stati Uniti, volti a organizzare manovre per sovvertire la situazione politica cambogiana.

Non si è fatta attendere la reazione cambogiana, attraverso le parole del portavoce del governo Phay Siphan il quale, riecheggiando le recenti, dure parole di Trump verso le deputate democratiche di origine straniera, ha invitato i diplomatici statunitensi a Phnom Pen ad andarsene se non gradiscono la situazione del Paese; Phay Siphan ha inoltre sottolineato come, nonostante l’invito al boicottaggio, si sia recato a votare l’83% della popolazione, in un processo pacifico che si è svolto sotto gli occhi di migliaia di osservatori internazionali, e ha infine commentato il basso livello della rappresentanza diplomatica statunitense. Queste tensioni vanno inquadrate anche alla luce del rafforzamento della storica alleanza della Cambogia con la Cina, grazie anche a un accordo militare che potrebbe essere fonte di preoccupazione per gli Stati Uniti; secondo quanto riportato da fonti internazionali la marina militare cinese sarebbe stata autorizzata a utilizzare la base navale cambogiana di Ream, che permette di affacciarsi sul Golfo della Thailandia, portandovi personale militare e armamenti, fatto che però le fonti ufficiali cambogiane hanno decisamente negato.

 

Immagine: Hun Sen (19 maggio 2016). Crediti: Photo: russia-asean20.ru. President of Russia (http://en.kremlin.ru/catalog/countries/KH/events/51942/photos/44275). Creative Commons Attribution 4.0 International

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