15 maggio 2019

Sudan, si profila un accordo per la transizione alla democrazia

Nella notte tra lunedì 13 e martedì 14 maggio, durante le manifestazioni di protesta in corso a Khartoum per sollecitare la transizione verso un governo civile, sono state uccise dalle forze di sicurezza sudanesi sei persone, tra cui un ufficiale dell’esercito. Gruppi di cittadini in questo periodo esprimono il loro dissenso scendendo in piazza dopo il tramonto, per la concomitanza con il ramadan, e organizzando sit-in e blocchi stradali; lunedì sera i manifestanti erano stati dispersi con l’utilizzo di gas lacrimogeni. Il giorno dopo la situazione è degenerata; le autorità attribuiscono la responsabilità delle uccisioni a non meglio identificati infiltrati. Alcune fonti dell’opposizione denunciano l’utilizzo di milizie islamiche nella repressione del movimento di protesta, che sarebbe supportato invece da componenti dell’esercito regolare. Le opposizioni sollecitano una completa transizione democratica con la costituzione di un governo civile che sostituisca la giunta militare, completando il processo iniziato con la destituzione di Omar al-Bashir avvenuta l’11 aprile.  Parlando con i giornalisti nella mattina di mercoledì 15 maggio il tenente generale Yasser al-Atta ha annunciato che è stato raggiunto un accordo tra il Consiglio militare di transizione e le opposizioni per avviare un processo verso un’amministrazione completamente civile della durata di tre anni. In questa bozza di accordo, che dovrebbe essere ratificato nel giro di ventiquattro ore, l’alleanza di opposizione avrà i due terzi dei seggi all’interno di un consiglio legislativo di trecento membri. 

 

Immagine: Khartoum, Sudan (29 gennaio 2017). Crediti: Christopher Michel.  Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0), attraverso www.flickr.com

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