8 novembre 2019

Taiwan mette in guardia su un possibile attacco militare della Cina

La Cina, che non ha mai smesso di considerare Taiwan parte integrante del suo territorio, ha intensificato la pressione sull’isola da quando nel 2016 è salita alla presidenza Tsai Ing-wen, nel timore di uno ‘strappo’ che ne sancisca anche formalmente l’indipendenza. La presidente taiwanese da parte sua ha più volte sottolineato l’aggressività della Cina su questo tema, e riaffermato, anche recentemente in occasione della festa della fondazione della Repubblica di Cina, nome ufficiale di Taiwan, il 10 ottobre, il rifiuto del modello ‘un Paese, due sistemi’ che dimostra la sua inattuabilità nel caos che dilania Hong Kong, con la Cina definita «una combinazione di autoritarismo, nazionalismo e potere economico». Affermazioni ancora più forti ha fatto il ministro degli Esteri taiwanese, in un’intervista a Reuters del 7 novembre: Joseph Wu ha messo in guardia sul rischio che la Cina ricorra ad un attacco militare come espediente per distogliere l’attenzione da gravi questioni interne, quali il sensibile rallentamento dell’economia cinese ‒ dovuto anche alla guerra commerciale con gli Stati Uniti ‒ che potrebbe minacciare la legittimità stessa del Partito comunista e del presidente Xi Jinping. Con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali a Taiwan in gennaio, la Cina sta facendo una campagna sempre più aggressiva per la ‘riunificazione’ con l’isola, aumentando la propria presenza nelle acque limitrofe e cercando di isolarla ancora di più dal punto di vista diplomatico; Taiwan ha visto infatti assottigliarsi ultimamente il numero di Stati con i quali intrattiene relazioni diplomatiche (sono solo quindici al momento), con alcuni dei tradizionali ‘alleati’ che hanno preferito passare a intrattenere rapporti formali con Pechino; un cambiamento che Taiwan attribuisce anche a pressioni economiche da parte della Cina.

 

Immagine: Joseph Wu (16 agosto 2013). Crediti: 美國之音 莉雅 (‘Voice of America'). Fonte, http://www.voachinese.com/content/menendez-taipei-20130817/1731593.html [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

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