15 maggio 2019

Tensione tra USA e Iran dopo l’incidente delle petroliere

Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha accusato gli Stati Uniti di alimentare una escalation della tensione, in accordo con Israele, Arabia Saudita e Abu Dhabi, attraverso incidenti costruiti ad arte allo scopo di arrivare a una guerra; ha affermato inoltre di avere previsto che si sarebbero verificati, in quanto si tratta di una strategia ormai sperimentata e già applicata nel disastroso conflitto con l’Iraq. Il riferimento è alle quattro petroliere, due delle quali appartenenti all’Arabia Saudita, una emiratina e una battente bandiera norvegese, che domenica mattina, mentre si trovavano in prossimità dello Stretto di Hormuz, hanno subito, secondo il ministro dell’Energia saudita Khalid al-Falih, un «atto criminale di sabotaggio» che ha causato danni alle strutture, anche se non fuoriuscita di greggio. La dinamica dell’incidente tuttavia non è chiara e secondo alcuni analisti, osservando le immagini di una delle navi, il danneggiamento sembrerebbe prodotto più probabilmente da una collisione piuttosto che da un’esplosione o un altro tipo di intervento. Mike Pompeo, dalla Russia dove si trova in missione, ribadisce che gli Stati Uniti non vogliono una guerra con l’Iran, e in questo sembra concordare con l’ayatollah iraniano Ali Khamenei che qualche giorno fa aveva affermato che non ci sarebbe stata una guerra con gli Stati Uniti. Tuttavia è un fatto che la portaerei americana Abraham Lincoln con oltre quaranta cacciabombardieri a bordo si sta dirigendo nel Golfo Persico, mentre il Pentagono ha annunciato l’intenzione di spostare un certo numero di missili patriot in Medio Oriente.

 

Immagine: Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif  (22 aprile 2016). Crediti: U.S. Department of State from United States [Public domain], attraverso www.flickr.com

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