6 marzo 2019

Trump esclude India e Turchia dal regime preferenziale sui dazi

Nelle alleanze geopolitiche degli Stati Uniti, i contenziosi sul commercio assumono un peso sempre più rilevante. Mentre si lavora per arrivare ad una pace commerciale con la Cina, negoziando una via d’uscita alla costosa ‘guerra dei dazi’, Donald Trump apre la contesa con l’India e con la Turchia. Il presidente statunitense ha infatti notificato al Congresso la volontà di escluderle dal Generalized System of Preferences (GSP, il programma in base al quale ai Paesi in via di sviluppo è consentito esportare circa duemila tipi di prodotti industriali e tessili negli Stati Uniti senza dazi), in quanto non rispondono più ai criteri necessari per accedere a questo regime preferenziale. La decisione rispetto all’India – il maggiore beneficiario delle facilitazioni, che ha esportato prodotti duty free per 5,6 miliardi di dollari nel 2017 –  è determinata dal fatto che essa non ha assicurato in cambio alle società statunitensi un accesso “equo e ragionevole” ai mercati indiani, mentre in Turchia l’aumento del PIL pro capite, la diminuzione del tasso di povertà e la diversificazione delle esportazioni dimostrano che questo Paese ha ormai raggiunto uno sviluppo economico tale da non rendere più necessari gli incentivi. I rapporti con la Turchia, il quinto maggiore beneficiario del GSP, con esportazioni per circa 1,7 miliardi di dollari nel 2017, sono stati di recente tesi in più occasioni: nell’aprile 2018 per esempio Erdoğan aveva invitato a boicottare i prodotti elettronici statunitensi per sostenere quelli locali, mentre le questioni economiche si sono legate a quelle geopolitiche quando lo scorso gennaio Trump, in vista del ritiro degli Stati Uniti dall’area nord-orientale della Siria, ha minacciato di “devastare” l’economia della Turchia se avesse attaccato i Curdi.

 

Immagine: Donald Trump a Springfield, Missouri (30 agosto 2017). Crediti: Official White House Photo by Joyce N. Boghosian. Creative Commons Attribution 3.0 License

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