9 gennaio 2019

Trump invoca fondi per il muro al confine con il Messico

Martedì 8 gennaio Donald Trump ha tenuto dallo studio ovale il primo discorso alla nazione della sua presidenza, trasmesso in diretta dalle principali reti televisive in orario di punta, tornando con toni drammatici sul tema del muro al confine con il Messico, per il quale ha invocato i fondi necessari, 5,7 miliardi di dollari. Nei dieci minuti del suo appello ufficiale il presidente ha parlato di una «crisi umanitaria e di sicurezza» al confine meridionale, porta di ingresso di droga e criminalità, ha citato statistiche generali e singoli casi di cittadini americani uccisi da immigrati clandestini e ha sostenuto che il nuovo accordo economico con il Messico consente di avere le risorse necessarie per la realizzazione del muro, una posizione tuttavia più volte contestata da alcuni economisti.

Trump ha ricordato come anche esponenti democratici abbiano in passato approvato provvedimenti in favore di una barriera fisica con il Messico e ha infine concluso addossando ai suoi avversari politici ‒ che detengono ora la maggioranza in Parlamento e si rifiutano di approvare lo stanziamento dei fondi ‒ la responsabilità del lunghissimo shutdown (ormai quasi tre settimane), che sta paralizzando le attività amministrative del Paese. Il presidente non ha dunque invocato l’‘emergenza nazionale’, cosa che gli avrebbe permesso di bypassare l’opposizione del Congresso, ma non ha nemmeno offerto soluzioni che consentano di superare questa fase di stallo.

Non è mancata la pronta replica dei democratici, da parte di Nancy Pelosi per la Camera e di Chuck Schumer per il Senato, che hanno chiesto a Trump di smettere di tenere in ostaggio la nazione e hanno definito il suo discorso pieno di «disinformazione e persino malafede».

 

Crediti immagine: Gage Skidmore. Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0), attraverso www.flickr.com

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