21 ottobre 2019

Veto francese all’ingresso nell’UE di Macedonia del Nord e Albania

Nel corso del vertice europeo che si è svolto a Bruxelles il 17 e il 18 ottobre la Francia ha posto un veto all’avvio dei negoziati per l’adesione all’Unione Europea (UE) di Macedonia del Nord e Albania, nonostante la maggioranza dei partner europei sia favorevole. Le discussioni sono state molto animate, ma Macron ha insistito sulla necessità di riformare prima l’intero meccanismo decisionale dell’Unione rispetto all’allargamento a nuovi Paesi, affinché il procedimento possa avere maggiore credibilità, nell’ambito di una visione strategica. Macron è in parte spinto dal desiderio di non offrire il fianco alla destra nazionalista francese, che considera ogni apertura dell’UE all’ingresso di nuovi Paesi come fonte di immigrazione clandestina, suo tradizionale cavallo di battaglia. Il rapporto stilato dall’UE non nasconde le criticità ancora presenti nella Macedonia del Nord e in Albania, soprattutto rispetto al sistema giudiziario e al problema della corruzione, ma l’atteggiamento complessivamente positivo e favorevole al loro ingresso mira non solo a premiare gli sforzi compiuti fino ad ora, ma anche a creare stabilità nell’area balcanica e a sottrarla al crescente influsso di Russia e Cina; Jean-Claude Juncker ha definito la vicenda un «errore storico»; anche i Paesi Bassi e la Danimarca sono contrari, ma solo all’Albania. Il primo ministro della Macedonia del Nord, Zoran Zaev, dopo il no all’avvio dei negoziati per l’adesione all’UE, ha parlato di grave ingiustizia e di mancato mantenimento delle promesse fatte; ha inoltre comunicato che si dimetterà il 3 gennaio e chiesto elezioni parlamentari anticipate, che si svolgeranno il 12 aprile.

 

Immagine: Zoran Zaev (22 febbraio 2018). Crediti: Влада на Република Северна Македонија [Public Domain Mark 1.0], attraverso www.flickr.com

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