22 marzo 2019

Buone Nuove. Premio Abel a Karen Keskulla Uhlenbeck

La matematica statunitense Karen Keskulla Uhlenbeck è la prima donna ad aver vinto, il 19 marzo, il prestigioso premio Abel per la matematica (che viene assegnato dall’Accademia norvegese delle scienze e delle lettere dal 2003), «per i suoi risultati pioneristici nelle equazioni alle derivate parziali geometriche, nella teoria di gauge e nei sistemi integrabili, e per l’impatto fondamentale del suo lavoro sull’analisi, la geometria e la fisica matematica»: il suo lavoro «ha radicalmente cambiato il panorama matematico». In precedenza le erano già stati conferiti una National Medal of Science (2000) e il premio Steele (2007).

Keskulla Uhlenbeck è professore emerito all’Univeristà di Austin in Texas, visiting associate all’Institute for Advanced Study e visiting senior research scholar alla Princeton University e, nel corso della sua lunga carriera (è nata nel 1942), ha lavorato in diverse altre università, tra le quali il MIT, la Berkeley University, l’University of Illinois di Urbana e l’University of Illinois di Chicago.

Nei primi anni Ottanta, decennio a cui risalgono i suoi maggiori studi, come spiega Nature in un articolo tradotto anche da Le Scienze, Keskulla Uhlenbeck ha dato insieme a Jonathan Sacks un contributo fondamentale al fenomeno definito “bubbling”: i due scienziati stavano studiando le “superfici minime”, una teoria matematica di come le pellicole di sapone si dispongono in forme che minimizzano la loro energia, ma si accorsero che «la teoria era viziata dalla comparsa di punti in cui l’energia sembrava diventare infinitamente concentrata. L’intuizione di Uhlenbeck è stata quella di “avvicinare lo sguardo” su quei punti tanto da vedere che il fenomeno era causato da una nuova bolla che si separava dalla superficie».

Analoghe tecniche ha poi applicato ad altri campi, «per svolgere un lavoro fondamentale nella teoria matematica dei campi di gauge, una generalizzazione della teoria dei campi elettromagnetici classici, che sta alla base del modello standard della fisica delle particelle» (ivi).

Si è occupata dunque della soluzione di problemi che riguardano sia la matematica, sia la fisica.

Scontrandosi soprattutto nei primi anni della sua carriera con un diffuso pregiudizio verso le donne fisiche e matematiche, ha fondato il programma Donne e matematica presso l’Institute for Advanced Study di Princeton e si è costantemente battuta affinché anche in questi ambiti tanto complessi si ottenesse una piena parità di genere, da un punto di vista non solo legale, ma anche culturale.

 

Immagine: In primo piano, Karen Uhlenbeck (1982). Crediti: George Bergman [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html)], attraverso commons.wikimedia.org. Sfondo, Kuribo, Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported, attraverso it.wikipedia.org.

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