21 luglio 2016

Diabete, nuove scoperte da studio su genoma

Esistono due varianti genetiche legate all’insorgere del diabete. Si tratta di due tipologie molto diffuse a livello globale, in base alla configurazione individuale di queste varianti dipende il rischio di ammalarsi. È quanto rivela uno studio presentato da un consorzio internazionale di ricerca, guidato dal bioinformatico dell'Accademia europea di Bolzano (Eurac) Christian Fuchsberger e composto da oltre 300 ricercatori in 22 paesi, che hanno analizzato il genoma di 2700 individui. Lo studio ha escluso un'ipotesi finora molto accreditata, secondo la quale l'insorgere della malattia sarebbe correlato a un ruolo importante di alcune varianti genetiche più rare. “Si tratta del primo studio sul diabete che ha analizzato il genoma completo in un numero molto ampio di individui”, ha spiegato Fuchsberger del Centro di biomedicina dell'Eurac di Bolzano. “Raccogliere una tale quantità di dati sarebbe stato impensabile solo dieci anni fa". Per esempio, non è stato possibile trasferire tutti questi dati via Internet, così si è dovuti ricorrere al trasporto delle informazioni racchiuse in dischi rigidi” trasportandoli su un Tir. In una seconda fase della ricerca il team ha studiato l'esoma, quella porzione del Dna che codifica le proteine, in 13 mila individui e alcune specifiche sezioni di Dna su 112 mila campioni provenienti dalla popolazione di tutto il mondo. “Con questo studio abbiamo, per la prima volta, vagliato complessivamente le ipotesi portate avanti sull'insorgenza del diabete di tipo 2”, ha concluso Fuchsberger. “Ora abbiamo a disposizione un quadro più preciso delle varianti genetiche responsabili del diabete. Grazie a ciò, possiamo porre le basi per migliorare la prevenzione e le terapie”. Intanto, sempre sul tema diabete, sono arrivati nuovi studi interessanti. Secondo una ricerca pubblicata dalla rivista PLOS Medicine pedalare “frena” il rischio di ammalarsi di diabete e più si pedala, più si allontana la malattia, con effetti positivi che si ottengono anche salendo in bicicletta in tarda età, dopo i 50 anni. Gli effetti della bicicletta si evidenziano indipendentemente da altri fattori che possono influire sui rischi di malattia, quali alimentazione e problemi di peso. Lo studio è stato condotto presso l'Università della Danimarca Meridionale, coinvolgendo 24.623 maschi e 27.890 femmine di 50-65 anni.

 


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