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12 luglio 2017

Energia rinnovabile grazie ai batteri che puliscono le acque

Negli Stati Uniti, presso il Naval Surface Warfare Center (Maryland), la prima prova del progetto pilotato dalla Cambrian Innovation su una cella a combustione microbica.

Il dispositivo è stato denominato BioVolt e la sua caratteristica è quella di riuscire, in un solo giorno, a purificare 2250 litri di acque reflue trasformandole in acqua pulita (un quantitativo sufficiente a soddisfare le esigenze di almeno 15 persone) e a produrre al contempo energia elettrica. Infatti, alcuni microrganismi selezionati, che agiscono sul metabolismo dei contaminati, svolgono il ruolo non solo di conduttori di elettricità, ma anche di pulitori delle acque di scarico. E grazie a questo processo elettrochimico riescono a sopravvivere anche in assenza di ossigeno.

I batteri in questione sono il Geobacter e lo Shewanella oneidensis, considerati per l’appunto batteri elettroattivi, che riescono a purificare le acque reflue 10 volte di più rispetto ai metodi tradizionali e, soprattutto, senza inutile dispendio energetico, con notevoli benefici a livello economico, sanitario e ambientale.

La ricercatrice Orianna Bretschger dell’istituto californiano J. Craig Venter sta testando il suo progetto di cella a combustione microbica in una fattoria con lo scopo di riuscire a trattare e purificare i 630 litri di acque reflue prodotte nel corso della giornata dagli animali. L’obiettivo è quello di utilizzare queste celle microbiche nella quotidianità in modo da depurare circa 20 mila litri di acqua al giorno, coinvolgendo più di 100 persone.

Si tratta di studi che non sono limitati solo agli Stati Uniti. Fortunatamente anche l’Europa e in particolare Danimarca e ora Spagna, grazie al progetto iMETland, si stanno impegnando in ricerche dello stesso senso. Come ha spiegato Abraham Esteve-Núñez, il coordinatore del progetto iMETland, anche in questo caso il doppio obiettivo è quello di ottenere acqua pulita con un costo energetico pari a zero e nessun inquinamento residuo.