13 dicembre 2012

Fundamental Physics Prize, ecco i vincitori

di Nicola Nosengo

La concorrenza fa bene, anche nel campo dei grandi premi scientifici. E nella stessa settimana in cui i vincitori del Premio Nobel, annunciati a ottobre, andavano a Stoccolma a ritirare il loro premio, venivano rivelati i nomi a cui andrà un altro riconoscimento, anche più generoso, per le scienze fisiche. Si tratta del Fundamental Physics Prize, fondato da Yuri Milner, un multimiliardario imprenditore russo (una volta si sarebbe detto oligarca) che già la scorsa estate si era guadagnato i titoli dei giornali distribuendo soldi a pioggia a nove fisici teorici e matematici di cui ammirava il lavoro. Anche questa volta, Milner ha fatto le cose in grande. Ha annunciato, per cominciare, due premi speciali da 3 milioni di dollari l'uno che a questo punto si propongono come concorrenti diretti del Nobel per la fisica. Non solo per l'importo (il Nobel arriva sì e no a un milione) ma per la flessibilità dei criteri di scelta, meno paludati ma più media-friendly, che quest'anno in particolare permettono al premio di essere decisamente “sulla notizia”. Uno dei due riconoscimenti va infatti al team responsabile della scoperta del bosone di Higgs (o per lo meno di una particella che molto gli somiglia), annunciata a luglio dai due esperimenti gemelli ATLAS e CMS del CERN. Il premio sarà diviso tra attuali e passati coordinatori dei due esperimenti. Quindi James Incandela e Fabiola Gianotti, attuali spokesperson di CMS e ATLAS rispettivamente, e poi Peter Jenni, Michael Della Negra, Tejinder Singh Virdee, Guido Tonelli e Lyn Evans. Nonostante l'enorme clamore suscitato dall'annuncio, il più atteso e importante per la fisica da molti anni a questa parte, Stoccolma aveva invece ignorato la questione Higgs, andando a premiare ricerche di quantum computing. Un po' perché non è ancora del tutto certo che quello trovato a Ginevra sia proprio il bosone immaginato da Higgs, un po' perché le rigide regole del Nobel impongono di premiare tre persone al massimo, e a quella scoperta epocale ci hanno lavorato davvero un po' troppi. Aggirando entrambi i problemi, il Fundamental Physics Prize sembra più adatto a riconoscere come si fa fisica oggi: in grandi team gestiti come aziende, più che in piccoli laboratori. Due italiani tra i vincitori quindi: Fabiola Gianotti e Guido Tonelli (nella foto). “Considero il premio ricevuto come un premio per tutta la collaborazione ATLAS - ha dichiarato Fabiola Gianotti - per il duro lavoro svolto negli anni da tutti coloro che hanno partecipato all’esperimento. L’intero ammontare della frazione di premio assegnatoci -pari a 500.000 euro - sarà quindi utilizzato per supportare e finanziare il lavoro, nel gruppo ATLAS di giovani fisici, provenienti da paesi economicamente disagiati”. In particolare, Gianotti ha annunciato di voler creare con il premio una Fondazione per supportare quei ricercatori. L'altro premio speciale va a un nome ben noto al pubblico, oltre che ai suoi colleghi, anche lui sempre ignorato da Stoccolma: Stephen Hawking. Premiato per diverse cose, tra cui la sua previsione che i buchi neri, pur ingoiando tutto quello che si avvicina loro, luce compresa, debbano anche emettere energia. Questa teoria è tra l'altro sotto scrutinio proprio al Cern, grazie ai microbuchi neri prodotti dall'acceleratore LHC. Ancora una volta, il Comitato Nobel sembra voler aspettare una incontrovertibile conferma sperimentale prima di chiamare il professor Hawking. Il premio fondato da Milner è più disinvolto. La festa (per i fisici) non è finita, perché il Comitato del premio ha anche annunciato i vincitori di tre Physics Frontiers Prizes, scelti tra oltre 100 candidature raccolte nella comunità scientifica attraverso il sito web del premio. Hanno vinto, alla fine, Alexander Polyakov di Princeton e Joseph Polchinski dell'Università della California a Santa Barbara, a cui vanno 300.000 dollari per i loro contributi alla teoria delle stringhe (altra teoria che manca al momento di qualunque conferma sperimentale e che difficilmente al Nobel qualcuno prenderà mai in considerazione). Stessa somma per Charles Kane (Università della Pennsylvania), Laurens Molenkamp (Würzburg) e Shoucheng Zhang (Stanford), per la scoperta di materiali che non conducono elettricità all'interno ma lo fanno sulla superficie. Ah, e poi ci sono tre scienziati under 35 a cui vanno 100.000 dollari a testa per lavori su vari aspetti della fisica. La consegna dei premi avverrà il 20 marzo prossimo. E di questo passo, a meno che Mr Milner non esaurisca i suoi fondi (cosa che appare improbabile, visto che aumenta ogni anno l'importo dei premi), il Nobel rischia di non rimanere a lungo il premio più ambito da parte dei fisici.


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