26 maggio 2014

Il dolore cronico è ereditario?

Nella genetica potrebbe nascondersi la causa delle più diffuse tipologie di dolore cronico: è questa l’ipotesi dei ricercatori del King’s College di Londra, secondo i quali il DNA influenza ben due terzi della possibilità di sviluppare tale patologia. Con dolore cronico si identifica normalmente un dolore specifico che continua a farsi sentire ben oltre il tempo ragionevole di guarigione. Si tratta di una sindrome molto diffusa: basti pensare che in Europa rappresenta una delle principali sfide della sanità pubblica; soltanto in Italia ne soffre una persona su quattro. I risultati arrivano a seguito di una ricerca che ha coinvolto più di 8.000 coppie di gemelli: grazie all’analisi e al confronto dei campioni di coppie di gemelli eterozigoti e omozigoti, gli scienziati hanno trovato le prove che i fratelli cosiddetti ‘identici’ (ovvero quelli che condividono lo stesso DNA) tendono a manifestare nel tempo gli stessi sintomi, e molto spesso hanno in comune la tendenza a sviluppare diversi tipi di dolore cronico.  I ricercatori hanno insomma individuato un ‘filo rosso’ genetico che potrebbe essere alla base delle quattro sindromi di dolore cronico più diffuse: dell’intestino irritabile, del dolore muscolo-scheletrico, del dolore pelvico e dell’occhio secco. “Questo studio è uno dei primi a spiegare i legami tra diverse sindromi da dolore cronico analizzando il ruolo dei fattori genetici e ambientali”, ha commentato Frances Williams, professore di genetica e medicina molecolare e coordinatore dello studio. “Da ulteriori ricerche potrebbero nascere nuove terapie in grado di migliorare la vita di coloro che soffrono questo tipo di disturbo.”


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