17 marzo 2015

Il mio Mesmer oscurato da Zweig

di Giuseppe Lago

Ai tempi di Stalin, i volti dei dissidenti venivano cancellati dalle immagini ufficiali. Purtroppo, il metodo di tentare di cancellare qualcosa che dà fastidio si può ritrovare nel comportamento scorretto di una casa editrice come la Castelvecchi, anche ai giorni nostri. Devo aggiungere che qui non si è trattato solo di “cancellare” un libro uscito neanche un anno fa, L’illusione di Mesmer (maggio 2014), l’autore del quale è il sottoscritto, ma di averlo addirittura sostituito o ricoperto con un altro, dello stesso argomento (Franz Anton Mesmer di Stefan Zweig scritto nel 1931 e ristampato dalla stessa Castelvecchi nel febbraio 2015), ma con una tesi nettamente opposta.

Ne L’illusione di Mesmer, sostengo che Mesmer (1734-1815) a fronte delle entusiastiche credenze degli autori precedenti, tra i quali c’è il ben noto Zweig, non sia il precursore della psicoterapia, in quanto a tutto pensava tranne che all’influenza psicologica tra esseri umani. Infatti, era convinto di agire un fluido magnetico, assolutamente fisico, che lo portava a curare tutte le malattie, tanto da invocare la chiusura delle facoltà di medicina. Nel libro sono citate tra l’altro tutte le opere di Mesmer e quelle dei contemporanei, dimostrando semmai che Mesmer non precorre la psicoterapia ma ripropone in chiave empirica la magia medievale. La stessa ipnosi si sviluppa nell’Ottocento, quando cade la tesi di Mesmer di gestire un fluido palpabile e attivo come la forza di gravità. Insomma il mio libro, che è stato pubblicato e viene regolarmente distribuito nelle librerie, sostiene con prove documentali che vedere in Mesmer un precursore di Freud è del tutto sbagliato e arbitrario. Altra cosa è il saggio ispirato di Zweig, il quale paragona Mesmer a Colombo:

 

[…] è commovente vedere quest’uomo, che una maldicenza superficiale ha calunniato per un secolo come ciarlatano, invocare l’assistenza e l’aiuto proprio dai medici, dai suoi colleghi; non diversamente da Colombo… in realtà, senza averne coscienza, ha scoperto ben più di una nuova via: come Colombo ha trovato un continente nuovo per la scienza, con innumerevoli arcipelaghi e coste ancora oggi inesplorate: la psicoterapia […] (Zweig, 1931)

 

Ora, tornando alla vicenda editoriale, ciò che fa riflettere è che la Castelvecchi, togliendo il mio libro dal catalogo e dal sito online, non solo “cancella” L’illusione di Mesmer, disconoscendo la pubblicazione di un libro che è ancora in vendita nelle librerie col suo marchio, ma fa risultare, a meno di un anno di distanza, l’unica pubblicazione su Mesmer quella del piccolo saggio di Zweig, avallato da recensioni entusiastiche come su La Stampa (Claudio Gallo, Il magnetismo del dottor Mesmer antenato dell’inconscio di Freud, 26.02.2015) e Il Foglio (Michele Magno, Magnetico Mesmer. Le guarigioni e l’ipnosi: quasi un precursore di Freud, 14.03.2015). Inoltre, tenta di ribaltare e coprire totalmente le mie 324 pagine di citazioni, argomenti calzanti e ricerche storiche accurate. Tutto questo, senza prendere in considerazione in nessun modo qualcosa che abbia a che fare col confronto di idee, con la critica accesa, perfino con la stroncatura nei confronti de L’illusione di Mesmer. No, la Castelvecchi trova al suo interno, chissà come, una procedura staliniana e “condanna” il libro e le sue numerose idee a essere semplicemente surclassato e “asfaltato” dal piccolo saggio entusiasta di un grande scrittore, che si era messo in testa l’idea romantica di esaltare il suo amico Freud, attribuendogli un precursore nell’epoca dei Lumi. La mia opinione, appoggiata su documenti con i quali bisognerebbe fare i conti, è invece di escludere queste origini inopportune e riconoscere a Freud l’originalità di avere fatto una scoperta epocale. Semmai, criticare Freud per quel tanto di misticismo che la sua psicoanalisi si è trascinata dietro per troppi anni. Ma queste sono opinioni che avrei preferito mi venissero confutate, avrei preferito essere additato come qualcuno che propone tesi inaccettabili o che dovrebbe inchinarsi alla magniloquente autorità di Stefan Zweig, piuttosto che essere, io e il mio libro, resi invisibili, messi fuori da qualsiasi dibattito civile, non considerati neanche con le solite due righe che si riservano agli autori non allineati. Insomma, Stalin è tornato e non vorrei che abitasse presso la Castelvecchi. Certo, anche i giornalisti de La Stampa e de Il Foglio non brillano per accuratezza informativa e sono disposti a parlare di un libro pubblicato da una casa editrice, ignorando un altro libro della stessa casa editrice, uscito l’anno prima, sullo stesso argomento. Un libro, L’illusione di Mesmer, ottimamente recensito da Riccardo de Sanctis sul Sole 24 Ore (29.06.2014), un libro la cui pagina online da me istituita (e non dalla Castelvecchi) ha avuto quasi 9000 visualizzazioni. Un libro che avrebbe comunque dovuto stimolare la curiosità e la correttezza professionale, ossia l’amore per l’informazione corretta, di coloro che fanno il mestiere di informare. Un libro con il quale, evidentemente, non si riesce a fare i conti nel presente, in quanto fin troppo documentato, e allora si ricorre a un'opera di quasi un secolo fa nel tentativo di soffocarne la voce critica e discordante.


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