12 settembre 2018

Il misterioso mondo sotto l’iceberg A-68

L’enorme iceberg A-68, che ha un’estensione di quasi 6000 km² e un peso di oltre 1 trilione di tonnellate, dopo molti mesi di relativa quiete dal suo distacco dalla Penisola Antartica nel luglio del 2017, ha iniziato la sua corsa. Si è infatti girato di quasi 90 gradi e ciò, secondo gli studiosi, dovrebbe indicare che è stato catturato dalle correnti oceaniche e che sta per allontanarsi. Attualmente si sta spostando verso nord con una velocità maggiore rispetto a quella di rotazione e questa sua rapida e imprevista corsa potrebbe portarlo a scontrarsi quanto prima con la parte settentrionale della piattaforma Larsen C: lo scontro potrebbe avere conseguenze disastrose a causa dei numerosi iceberg più piccoli che sicuramente si creerebbero dall’urto tra i due e che sarebbero estremamente difficili da monitorare; le navi in transito nel canale di Drake, il passaggio tra Capo Horn (il punto più meridionale del Sud America) e le isole Shetland meridionali del continente antartico, si troverebbero vittime di una sorta di ‘rischio Titanic’.

Questo disastroso distacco dell’iceberg ha però, nel contempo, portato alla luce un vero e proprio ecosistema nascosto completamente incontaminato, rimasto protetto dalla gigantesca mole di ghiaccio per ben 120.000 anni: un mondo inesplorato e, in certa misura, ‘alieno’, che ha suscitato l’attenzione e la curiosità di ricercatori, studiosi ed esploratori di tutto il mondo. Si tratterà ora di ottenere in breve tempo i fondi per finanziare la spedizione scientifica perché, non più protetto dalla coltre di ghiaccio, tale ecosistema si mescolerà rapidamente a quello già esposto alla luce del sole, causando inevitabili modifiche biologiche ed ecologiche.

È già accaduto nel passato recente che iceberg di grandi dimensioni si staccassero dalle piattaforme in quella zona del mondo: il Larsen C da pochi mesi e, rispettivamente nel 1995 e nel 2002, il Larsen A e il Larsen B; in questi ultimi due casi le ricerche fecero emergere ecosistemi fantasma, con una quasi totale assenza di vita e con una produttività biologica ridotta al minimo per la mancanza di fitoplancton, che ha bisogno per alimentarsi della luce del sole, del tutto assente per la presenza del ghiaccio.

È assai probabile, quindi, che anche qui si troverà una situazione simile a quella appena descritta, paragonabile a quella visibile nella profondità degli oceani: poca varietà biologica, ma, di contro, altamente specializzata, specie per molluschi, spugne, vermi e crostacei e, in generale, per tutti gli organismi invertebrati; ma ovviamente potrebbe esserci sempre qualcosa di imprevedibile.

Al momento sono già previste, tra la fine del 2018 e il 2019, due missioni (una tedesca e una sudcoreana), ma anche i ricercatori del BAS (British Antarctic Survey) stanno cercando di ottenere i finanziamenti necessari per recarsi sul posto.

Nonostante le difficoltà nel pianificare spedizioni così lontane e complesse in tempi così ristretti, i ricercatori sono agevolati e, in qualche misura, tutelati da una sorta di protezione speciale assegnata ad aree di rilevante interesse scientifico come quella venuta alla luce dopo il distacco del gigantesco iceberg A-68. Dotato dello statuto di ‘Area speciale’, che ovviamente vieterà almeno per un paio d’anni anche la pesca in tutta la zona, questo mondo sommerso potrà aprirsi alle esplorazioni, inviandoci le immagini dei tesori rimasti nascosti sotto il ghiaccio per decine di migliaia di anni.

 

Crediti immagine: da AWeith [CC BY-SA 4.0  (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], attraverso Wikimedia Commons


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