27 giugno 2016

In Cina frena il mercato dei robot

Il futuro del lavoro dovrà inevitabilmente fare i conti con la rivoluzione robotica, ma per ora l’industria di settore si sta confrontando con una flessione tanto accentuata quanto improvvisa. Nel 2015 il mercato mondiale dei robot è infatti cresciuto meno della metà rispetto all’anno precedente: lo afferma un report pubblicato dall’International Federation of Robotics, che si concentra in modo particolare sulla situazione cinese, in grado di influenzare l’intero andamento globale. Se a livello mondiale il volume di vendite si è abbondantemente dimezzato (+12% nel 2015 rispetto al +29% del 2014), il trend è ancora più evidente in Cina, dove il fatturato è sceso dal +56% a un anemico +17%: un calo particolarmente significativo in quanto riferito alla nazione che detiene il primato di macchine industriali vendute – in Cina sono infatti presenti oltre un quarto dei 248.000 automi commercializzati in tutto il mondo nel 2015 – e causato, secondo il report, dalla mancanza di grandi investitori: i produttori cinesi, infatti, sono già specializzati nella costruzione di robot industriali di medio-basso livello (le macchine piazzate dall’industria nazionale sono salite dal 25% al 31%) ma per compiere un decisivo salto di qualità dovranno essere coordinati da una strategia economica di più ampio respiro. Non è un caso che contemporaneamente le vendite dei robot siano più che raddoppiate in Messico proprio a seguito dei corposi investimenti dell’industria automobilistica internazionale, che nel Paese ha dislocato diversi centri di produzione per modelli destinati al mercato statunitense e asiatico. E se in America il mercato della robotica è complessivamente aumentato del 15%, negli Stati Uniti il settore si trova in una situazione di stallo, con vendite marginalmente superiori (+3%) rispetto al 2014. Segnali positivi arrivano invece dal continente europeo, dove il mercato, guidato dalla Germania, è cresciuto del 10%.

 


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