4 luglio 2018

L’impatto dell’industria alimentare sull’ambiente

Si parla spesso dell’incidenza sulla salute delle persone delle abitudini alimentari; le considerazioni di carattere medico e dietologico vengono accompagnate da considerazioni di carattere etico, soprattutto da parte di coloro che, su posizioni antispeciste, si oppongono all’utilizzo nell’alimentazione di ogni tipo di risorse provenienti dal mondo animale. Un aspetto che invece viene poco considerato è l’impatto dell’industria alimentare sulla salute del pianeta, sull’equilibrio ecologico complessivo.

Un’équipe di ricercatori dell’Università di Oxford ha effettuato una ricerca proprio su questo punto per arrivare a stimare l’impatto ambientale di quaranta tra i principali alimenti di ampio consumo, tendendo conto delle differenti tecniche di produzione e delle condizioni ambientali dove la produzione è inserita. La ricerca ha sviluppato un enorme data base con informazioni su quasi 40.000 aziende agricole a livello mondiale, su 1600 impianti di trasformazione, sui diversi sistemi di distribuzione, di imballaggio e di stoccaggio. I risultati hanno confermato alcune risultanze di ricerche precedenti inserendo però delle ulteriori specificazioni, in qualche modo sorprendenti.

La differenza di impatto ambientale tra prodotti diversi era in buona misura nota, ma la ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati su Science all’inizio di giugno, ha consentito di comprendere in modo molto più approfondito come uno stesso prodotto alimentare può avere un impatto ambientale diverso a seconda delle caratteristiche della sua filiera. I ricercatori suggeriscono ai produttori l’applicazione di nuove metodologie per individuare l’impatto ambientale e soprattutto per ridurlo. Uno stesso alimento, con una maggiore attenzione e l’utilizzo di tecnologie adeguate, può essere prodotto con un impatto molto meno elevato. Ma anche con l’utilizzo di nuovi sistemi rimane un dato di fondo: i prodotti di origine animale avranno un impatto ambientale molto superiore agli equivalenti vegetali: ad esempio latte vaccino (anche prodotto a basso impatto) versus latte di soia, proteine contenute in 100 g di carne rispetto alla stessa quantità di proteine nei legumi.

Secondo le proiezioni di questa ricerca, se la popolazione mondiale adottasse complessivamente una dieta a base di vegetali le emissioni diminuirebbero fino 73% e si potrebbe ridurre drasticamente il terreno di uso agricolo. Il problema delle scelte alimentari quindi è una questione ecologicamente rilevante e una maggiore conoscenza dei dati (auspicata dalla ricerca) potrebbe giovare alla consapevolezza dei consumatori. Naturalmente, la questione delle abitudini alimentari è molto complessa; una soluzione di compromesso, che si limitasse ad una riduzione importante dei prodotti di origine animale, potrebbe portare comunque un beneficio considerevole alla causa della difesa dell’ambiente.

 


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