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13 ottobre 2017

L’invenzione della “pila eterna”

Quando nel 1799 lo scienziato comasco Alessandro Volta inventò la pila non avrebbe mai potuto immaginare che, nel 2017, un suo corregionale l’avrebbe resa immortale. Gianni Lisini, ingegnere elettronico di Voghera e ricercatore dello IUSS-Eucentre (l’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia), ha appena brevettato la “pila eterna”. Al JoTTO Fair di Pisa, evento di incontro tra l’alta formazione universitaria e il mondo delle imprese relative alle apparecchiature elettroniche e ai sistemi tecnologici, si è tenuta la presentazione della super batteria.

Per il momento il prototipo brevettato dovrebbe avere una vita compresa tra i 15 e i 20 anni ma, con qualche accorgimento ulteriore, la sua durata potrebbe anche essere allungata. Si tratta di una batteria dotata di un accumulatore chimico e di un ‘supercapacitore’, ovvero un condensatore che ha la capacità di accumulare fino a 5000 farad (unità di misura della capacità elettrica) che rispetto alle attuali batterie ha il vantaggio di avere un numero enorme di possibilità di cariche e scariche. Si tratta di un sistema assolutamente pulito (tutte le componenti sono a base di nanotubi di carbonio) e privo dell’utilizzo di metalli pesanti. L’accumulatore ibrido, dunque, non presenterà alcun impatto ambientale in termini di smaltimento. Inoltre, un altro vantaggio è costituito dalla drastica riduzione dei costi di manutenzione, che saranno pressoché azzerati da un apparato in grado di autoalimentarsi per decenni attraverso un numero elevatissimo di cicli di ricarica.

Lisini ha brevettato in totale autonomia il suo progetto, finanziandolo a sue spese. Si è trattato di un lavoro lungo e complicato (l’iter per depositare il brevetto è molto costoso e richiede la redazione di un testo a opera di un esperto del settore), ma che, finalmente, riuscirà a risolvere il problema di dover sostituire in continuazione le batterie. Una comodità alla quale, oggi, non siamo proprio abituati. Per il momento l’applicazione più immediata della super batteria dovrebbe essere su scala industriale, ma i campi d’impiego saranno sicuramente più numerosi. Ad esempio, la “pila eterna” potrebbe essere utilizzata nel trasporto pubblico e, precisamente, per l’alimentazione delle biciclette a pedalata assistita. Per il trasporto urbano elettrico nelle grandi città sarebbe una vera e propria rivoluzione, eliminando l’esigenza di dover sostituire e smaltire la batteria e consentendo di ammortizzare nel tempo l’elevato costo iniziale.