31 maggio 2018

La Cina e l’altra faccia della Luna

Il 21 maggio è stato lanciato oltre la Luna il satellite cinese Queqiao (鹊桥) e, nel corso del 2018, è previsto l’allunaggio del robot Chang’e 4 (嫦娥四号) sul lato non visibile del nostro satellite naturale: sarà la prima volta in assoluto che un oggetto umano raggiungerà quella parte poco nota di Universo.

L’obiettivo della missione, nell’ambito dell’ambizioso Programma cinese di esplorazione della Luna già in corso dal 2007, è quello di creare una sorta di ‘ponte radio’ – e il nome Queqiao significa infatti letteralmente ‘ponte delle gazze’ e fa riferimento a un’antica leggenda cinese, mentre Chang’e è la dea della Luna – tra la Terra, la parte non conosciuta della Luna e l’Universo remoto.

Per effetto dell’interazione gravitazionale esercitata dalla Terra, la Luna ha un periodo di rotazione intorno al proprio asse esattamente uguale a quello della rivoluzione intorno al nostro pianeta (rotazione sincrona) e perciò essa ci mostra sempre lo stesso emisfero – a causa della librazione, tuttavia, non esattamente la metà, bensì in tempi diversi circa il 60% della sua superficie. L’emisfero nascosto della Luna è pertanto rimasto del tutto sconosciuto agli umani fino alla fine degli anni Cinquanta, quando i sovietici riuscirono a fotografarlo grazie alla sonda Luna 3, scoprendo così che è molto diverso da quello a noi noto, molto più accidentato, essendo più esposto al bombardamento di asteroidi e meteoriti provenienti dallo spazio, ma molto più povero di quei grandi ‘mari lunari’ secchi che costituiscono il 31% della superficie che ‘ci guarda’, forse perché dopo l’impatto con l’enorme corpo celeste che causò il distacco dalla Terra della Luna il ‘lato oscuro’ di essa si freddò prima, creando una scorza metallica più resistente rispetto a quella più malleabile rivolta verso la Terra, dove si formarono i giganteschi crateri.

Ma ancora poco si conosce della morfologia di quell’area e l’obiettivo dell’allunaggio di Chang’e 4 è appunto quello di raccogliere dati e trasmetterli quindi a Queqiao, posto in un punto in cui sarà in grado di trasmetterli a sua volta verso la Terra.

Ma non solo. Proprio perché interagisce meno con il nostro pianeta, la parte nascosta della Luna è anche un punto di osservazione e studio privilegiato e particolarmente ‘tranquillo’: all’interno di Queqiao vi è un ricevitore radio olandese di grande precisione capace di cogliere onde radio a basse frequenze, che, al riparo dalle interferenze magnetiche e dal ‘rumore’ emesso dalla Terra, potrebbe essere in grado di cogliere il segnale debolissimo emesso dagli elettroni dell’idrogeno primordiale, ottenendo così informazioni sull’Universo nel periodo tra il big-bang e la formazione delle prime stelle.

 

Crediti immagine: da NASA, Apollo 16 [Public domain], attraverso Wikimedia Commons


0