12 febbraio 2019

La grotta di Denisova e il misterioso avvicendarsi di Ominidi

Sarebbe davvero affascinante poter rivivere, in una sorta di timelapse, l’avvicendarsi dei gruppi di Ominidi, nostri “cugini”, che nel corso dei millenni, durante il Pleistocene, abitarono la grotta di Denisova, sui Monti Altai, in Siberia. In essa infatti sono presenti stratificate tracce scheletriche e di artefatti di almeno due tipi di uomini arcaici, i Neanderthal e, appunto, i Denisova, questi ultimi individuati solo nel 2010, che s’incontrarono e si accoppiarono, sia tra di loro sia con i Sapiens: un loro ibrido è “Danny”, una bambina i cui resti proprio lì sono stati rinvenuti, figlia di una neanderthaliana e un denisoviano, mentre gli europei conservano impronte genetiche dei Neanderthal e le popolazioni melanesiane impronte genetiche dei Denisova.

La grotta si sta rivelando una fonte enorme di conoscenze sulle nostre origini – un vero, inestimabile tesoro –, ma ricostruire la cronologia di tutti i movimenti avvenuti in un arco di tempo lunghissimo – che va da 340.000 a 40.000 anni fa – è molto difficile. Anche le nostre tecnologie più avanzate, infatti, hanno dei limiti, e inoltre, nel corso di quelle migliaia di secoli, molti sono stati gli eventi – ambientali e climatici, o anche banali passaggi di altre specie, magari piccoli animali che hanno modificato lo scenario – che hanno “rimescolato le carte” in quella grotta, per cui l’attuale stratificazione potrebbe non restituirci la vera cronologia dei fatti. Un nuovo tentativo di ricostruire l’ordine temporale è stato compiuto, da ultimo, da due nuovi studi, entrambi usciti su Nature, che si sono serviti di metodi diversi e hanno ottenuto risultati non esattamente coincidenti, ma neppure tra di loro incompatibili: ciò che costituisce un non scontato passo in avanti.

La prima ricerca, Timing of archaic hominin occupation of Denisova Cave in southern Siberia, è stata realizzata mediante una tecnica di “luminescenza stimolata otticamente”, che serve a individuare quando un minerale è stato per l’ultima volta esposto alla luce solare. Attraverso lo studio dei diversi strati della grotta, i ricercatori sono giunti alla conclusione che gli uomini di Denisova abitarono in quel luogo da 287.000 anni fa fino a 55.000 anni fa, e i Neanderthal da circa 193.000 anni fa fino a circa 97.000 anni fa.

Il secondo studio, Age estimates for hominin fossils and the onset of the Upper Palaeolithic at Denisova Cave, si è invece servito della tecnica del radiocarbonio e ha analizzato utensili, artefatti (la cui paternità non è ancora individuata, non si sa cioè se siano opera di Neanderthal o di Denisova) e frammenti ossei, sia di ominidi sia di altri animali, su cui ha poi compiuto l’analisi del DNA. I ricercatori sono giunti alla conclusione che il più antico fossile di Denisova potrebbe avere circa 195.000 anni, e il più recente tra i 76.000 e i 52.000 anni; Danny, insieme a tutti i Neanderthal, potrebbe invece risalire a 140-80.000 anni fa. 

Come si vede, le datazioni non coincidono completamente – ciò che in paleontologia avviene spesso, tanto più quanto più si retrocede nel tempo –, ma indicano entrambe il fatto che i Denisova occuparono molto a lungo la grotta da tempi remotissimi, che a un certo punto vi giunsero i Neanderthal, che le due specie s’incontrarono e fecero figli, e che poi i Neanderthal abbandonarono quella località, mentre i Denisova continuarono a frequentarla per altre migliaia di anni.

Verrebbe da dire: to be continued.

 

Crediti immagine: l’immagine è un fotogramma tratto dal video Neanderthals 101 (National Geographic), (www.youtube.com)

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