23 dicembre 2015

Lo scioglimento dei ghiacciai rallenta la rotazione della Terra

L’aumento dell’acqua sospinta verso la fascia equatoriale, fenomeno causato dallo scioglimento del ghiaccio solido presente nelle zone polari, sembra causare un aumento della massa del pianeta con una conseguente oscillazione irregolare dell’asse terrestre: lo afferma una ricerca congiunta tra la Harvard University e la University of Alberta, secondo la quale tale effetto, indubbiamente causato dall’aumento del livello del mare, potrebbe però rivelarsi meno drammatico di quanto stimato dalle precedenti ricerche, almeno per il momento.

«Poiché i ghiacciai si trovano ad alte latitudini, nel momento in cui si sciolgono ridistribuiscono la propria massa, sotto forma di acqua, verso latitudini più basse», spiega Jerry Mitrovica, geofisico presso la Harvard University e autore dello studio pubblicato sulla rivista Science Advances: «Questo fenomeno contribuisce a diminuire la velocità di rotazione della Terra con un effetto simile a quello di un ipotetico pattinatore che, durante un piroetta, allontana le braccia dal corpo con lo scopo di diminuire la velocità del movimento». Come conseguenza, i ricercatori hanno calcolato che nel corso del Ventesimo secolo la durata temporale dei giorni sarebbe aumentata di circa un millesimo di secondo. Si tratta di un effetto microscopico e pressoché ininfluente che per ora non rappresenta in alcun modo una minaccia per l’equilibrio del pianeta, ma in grado di dare la misura di tutte le possibili e profonde implicazioni legate all’aumento della temperatura media del globo: se la velocità di scioglimento dei ghiacciai dovesse accelerare nel corso del prossimo secolo, così come previsto dagli esperti, l’effetto sulla rotazione terrestre è destinato ad aumentare a sua volta, con prospettive future difficilmente calcolabili allo stato attuale.

 


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