30 ottobre 2012

Microsoft, si avvicina la supermulta

di Giulia Bonelli

Questa volta il colosso fondato da Bill Gates rischia davvero. È di pochi giorni fa la dichiarazione dell’Antitrust dell’Unione europea, che dopo aver aperto l’inchiesta a metà luglio ha confermato l’accusa a Microsoft d’inadempienza. La faccenda è seria: secondo il comunicato diffuso da Bruxelles, il gigante di Redmond avrebbe “violato l’impegno di offrire agli utenti la possibilità di scegliere il browser di navigazione preferito”. Secondo gli “accordi vincolanti” presi con l’Europa nel 2009, infatti, Microsoft avrebbe dovuto presentare una schermata di scelta del navigatore al primo accesso dai suoi computer, offrendo alternative come Google Chrome o Mozilla Firefox. Ma nel 2011, con il lancio del pacchetto Windows 7, le impostazioni sono diventate predefinite e la possibilità di scelta è scomparsa. Tutto a vantaggio del browser a marchio Microsoft, Internet Explorer. Una modifica che non è andata giù ai servizi dell’Antitrust: anche perché il fatto era stato riconosciuto dalla stessa Microsoft, che nel luglio scorso aveva parlato di un “errore tecnico”. Già allora il commissario Ue Joaquin Almunia aveva messo in guardia i vertici dell’azienda americana, affermando che se le accuse fossero state confermate ci sarebbero state “serie conseguenze”. Conseguenze che, trasformate in numeri, potrebbero oggi raggiungere cifre da capogiro: si parla di una multa fino a 7 miliardi di dollari, che corrisponde al 10% del fatturato annuo di Microsoft. Tuttavia i precedenti fanno pensare che una sanzione del genere sia quanto meno improbabile. Fino ad ora la multa più alta data dall’Antitrust ammonta a 1.4 miliardi di dollari ai danni della multinazionale Intel, accusata di aver abusato della sua posizione dominante nel mercato dei microprocessori. E parlando di cifre, anche Almunia ci va cauto: “non posso anticipare quali saranno le decisioni che prenderemo”, ha scritto nella sua dichiarazione di mercoledì 24 ottobre. Ora Microsoft avrà un mese di tempo per rispondere alle accuse della Commissione europea, che poi valuterà il da farsi. Intanto c’è già chi prevede gli effetti a catena di un’eventuale condanna, che potrebbe travolgere anche l’ultimo arrivato di casa Microsoft, Windows 8. Il nuovo sistema operativo, che sarà diffuso alla fine di questa settimana, è già nel mirino dell’Antitrust europeo, che ha dato all’azienda indicazioni precise su “cosa deve evitare se non vuole correre il rischio di nuove indagini”. Oltre alla reintroduzione del fatidico ballot screen, la schermata di scelta del browser, Microsoft dovrà anche evitare “inutili finestre di richiesta di conferma da parte dell’utente”. Insomma, basta avvisi del tipo “sei davvero sicuro?”: se un utente seleziona un browser rivale a Internet Explorer, la scelta dovrà diventare automaticamente predefinita. Un accanimento eccessivo? Non sembra pensarla così Joaquin Almunia, che conclude la sua dichiarazione con un messaggio molto esplicito: “Resteremo vigili, e in futuro continueremo a controllare tutti gli aspetti della conformità di Microsoft ai suoi impegni”.


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