02 gennaio 2017

Onde gravitazionali: la scoperta fondamentale del 2016

Per la rivista Scienze non ci sono dubbi. La scoperta più importante del 2016 è quella delle onde gravitazionali. L’evento, che ha fatto parlare tutto il mondo ma che purtroppo non è valso il Nobel ai ricercatori che l’hanno realizzata, è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra le antenne di Ligo (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), che si trovano negli Stati Uniti, e Virgo, costruita per conto dell’Osservatorio Gravitazionale Europeo (Ego) a Cascina, in Toscana.

Le increspature dello spazio-tempo generate da eventi cosmici violenti, previste da Albert Einstein un secolo fa, sono l’evento che, per usare le parole di Scienze, ha “sconvolto il mondo scientifico”.

“Quando ci siamo riuniti per discutere le grandi notizie di scienza, non ci abbiamo messo molto a individuare quella fondamentale dell’anno. Il 2016 ha visto molti risultati impressionanti, ma la scoperta delle onde gravitazionali domina su tutte”, ha affermato Tim Appenzeller, caporedattore di Science.

Merito anche dell’apparecchiatura italo-francese denominata Virgo: uno strumento che fu concepito per la prima volta nel 1970 dal fisico Edoardo Amaldi, uno dei “ragazzi di via Panisperna”. Una macchina, ai tempi, di frontiera per la tecnologia; basti immaginare che deve essere in grado di stimare movimenti indotti dalle ipotizzate onde gravitazionali separandole da una serie di fattori di disturbo quasi tutti più forti delle onde stesse, a cominciare dai microsismi del terreno.

Le onde gravitazionali sono perturbazioni dello spazio-tempo previste dalla relatività generale di Einstein e che si propagano alla velocità della luce. La principale difficoltà nell’osservazione di queste onde consisteva nel fatto che, al loro passaggio, le deformazioni subite dagli oggetti erano così infinitesimali da non poter essere rilevate nemmeno dai più sensibili strumenti di misura e, al contrario, delle onde elettromagnetiche, quelle gravitazionali non interferiscono praticamente con nulla.

Fra le possibili sorgenti di onde gravitazionali vi sono le esplosioni di supernovae, la rotazione veloce di stelle doppie, l'interazione fra buchi neri e lo stesso big bang. La prima conferma indiretta dell'esistenza di queste onde è stata fornita agli inizi degli anni '90 da Joseph Taylor e Russell Hulse, che per tale scoperta vinsero nel 1993 il premio Nobel per la fisica, e venne ottenuta attraverso l'osservazione di una coppia di stelle di neutroni ruotanti l’una attorno all'altra e destinate a fondersi.

 


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