18 giugno 2013

Parte la ricerca italiana ai neutrini sterili

È partito da pochi giorni il progetto SOX (Short distance neutrino Oscillations with BoreXino), iniziativa nata con l’obiettivo di rivelare la natura di alcuni particolari neutrini detti ‘sterili’, ossia quelli contraddistinti da una determinata oscillazione in base alla quale, pur appartenendo a ciascuna delle tre famiglie finora note (elettronici, muonici e tautonici), tali particolari neutrini sono in grado di trasformarsi con variazioni periodiche dall’una all’altra tipologia. Il progetto SOX conta su un finanziamento di circa 3.5 milioni di euro, stanziato dal Consiglio Europeo delle Ricerche (ERC) nell’ambito del VII programma quadro europeo. A coordinare la ricerca sarà Marco Pallavicini, fisico presso l'università di Genova e ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). I ricercatori potranno contare su un innovativo generatore artificiale di neutrini collocato all’interno del rivelatore Borexino, situato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso. L’elevata sensibilità di Borexino permetterà di produrre neutrini in grande quantità, che potranno essere esaminati in tutta tranquillità negli ambienti a bassissima radioattività dei Laboratori del Gran Sasso. La ricerca punta a gettare luce sull’esistenza o l’inesistenza dei neutrini sterili, la cui natura potrebbe rivelarsi una novità fondamentale nel panorama della scienza nucleare, oppure un vicolo cieco nel tentativo di spiegare queste anomalie tuttora sconosciute. “In caso di successo, la dimostrazione dell'esistenza dei neutrini sterili significherà l'apertura di una nuova era nella fisica fondamentale delle particelle e nella cosmologia”, afferma Marco Pallavicini. “Sarebbe il primo segnale inequivocabile dell’esistenza di particelle oltre il Modello Standard elettrodebole, con profonde implicazioni sulla nostra comprensione dell'Universo e nuovi indizi sulla natura della materia oscura.”


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