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2 gennaio 2018

Quadrantidi, stelle cadenti orfane di madre

Dopo lo spettacolo di novembre delle Geminidi, i primi di gennaio, e in particolare il 3, potremo assistere alla comparsa di un altro luminoso sciame meteorico, quello delle Quadrantidi. Osservate per la prima volta nel 1825 dall’astronomo italiano Antonio Brucalassi, devono il loro nome alla costellazione del Quadrante murale, una costellazione cosiddetta obsoleta, ossia che non esiste più: è stata infatti incorporata in quella più antica di Boote, nell’emisfero boreale. Andava di moda tra gli scienziati del 18° secolo dare alle costellazioni il nome degli strumenti di cui si servivano nei loro osservatori, e il più famoso con questo vezzo fu il francese Nicolas-Louis de Lacaille, che ne battezzò ben 14 con nomi quali Compasso, Regolo, Telescopio, Ottante o Reticolo. Per non essere da meno, Jérôme Lalande volle chiamare Quadrante murale la sua costellazione, dallo strumento che appunto teneva appeso al muro, ma il suo convenzionale raggruppamento di stelle ebbe meno fortuna di altri e non fu riconosciuto nella moderna mappatura della volta celeste. Rimane però famoso grazie allo sciame meteorico di gennaio.

Ma cosa è uno sciame meteorico? È quando la Terra nel suo moto intorno al Sole incrocia l’orbita di una cometa in cui continuano a viaggiare i frammenti che dal suo nucleo si sono distaccati; quando questi frammenti entrano nella nostra atmosfera, danno vita al fenomeno delle stelle cadenti.

Non si sa con certezza quale sia la madre delle Quadrantidi. Mentre infatti degli altri tre altrettanto celebri sciami le origini sono individuate – la cometa Tempel-Tuttle per le Leonidi di novembre, probabilmente l’asteroide Phaethon, un tempo forse esso stesso una cometa, per le Geminidi di dicembre; la cometa Swift-Tuttle per le Perseidi di agosto –, delle Quadrantidi la discendenza è più misteriosa. L’ipotesi attualmente più accreditata è che la stella madre sia la cometa C/1490 Y1, osservata però dagli astronomi cinesi, giapponesi e coreani soltanto nel 1491, con la inevitabile imprecisione degli strumenti di misurazione dell’epoca. Un indizio in questo senso è costituito dal meteorite EH1, che percorre la stessa orbita delle Quadrantidi e che potrebbe essere a sua volta un frammento di quella cometa. In ogni caso la C/1490 Y1 non c’è più, è scomparsa circa un secolo dopo l’osservazione degli astronomi orientali: forse si è scontrata con un altro corpo, più probabilmente è esplosa, lasciando come eredi le Quadrantidi e il loro “fratello” EH1. Questo sciame benché orfano è quindi giovane, ha solo quattro secoli, ma anche quest’anno non mancherà di illuminare i nostri cieli poco dopo il capodanno.