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14 marzo 2018

Stephen Hawking, la scienza e l’ironia

Ci ha lasciato all’età di 76 anni Stephen Hawking, uno dei più importanti fisici teorici britannici dei nostri tempi, studioso di buchi neri, cosmologia e gravità quantistica e dell’origine dell’Universo, nonché appassionato e ironico divulgatore, amatissimo anche dal pubblico dei non specialisti.

Era nato a Oxford nel 1942, dove aveva studiato scienze naturali, e si era poi trasferito nel 1962 al Trinity Hall di Cambridge per approfondire gli studi di cosmologia, dedicandosi al Big Bang e all’origine dell’Universo. Solo un anno dopo gli venne diagnosticata la SLA, che nonostante la depressione che ne conseguì non lo indusse ad abbandonare i suoi studi. Nel 1979 divenne a Cambridge, dove poi avrebbe insegnato tutta la vita, titolare della cattedra di matematica e poi, dal 2009, direttore del dipartimento di matematica applicata e fisica teorica. Membro della Royal Society (da cui ha ricevuto le prestigiose medaglie Hughes e Copley), della Royal Society of Arts, della Pontificia accademia delle scienze, ha ottenuto innumerevoli riconoscimenti.

È stato autore di studi fondamentali di cosmologia relativistica, che hanno condotto all’attuale modello interpretativo della struttura su grande scala dello spazio-tempo (ha in particolare dimostrato che la presenza di una singolarità iniziale dello spazio-tempo è una caratteristica inevitabile di qualunque modello realistico di Universo in espansione). Importantissime anche le sue ricerche sui buchi neri e sull’unificazione della gravitazione con la meccanica quantistica.

La sua opera più famosa è A brief history of time (trad. it. Dal big bang ai buchi neri), del 1988, ma numerosissimi sono stati i suoi lavori.

Come spesso avviene ai grandi geni, non perse mai il suo approccio ludico alla scienza e il suo entusiasmo, che volle comunicare anche al vasto pubblico. Nel 2010 andò in onda su Discovery Channel una serie di documentari divulgativi, dal titolo Into the Universe with Stephen Hawking; tra il 2007 e il 2011 scrisse assieme alla figlia Lucy una trilogia per spiegare l’Universo ai bambini (George’s secret key to the Universe, George’s cosmic treasure hunt, George and the Big Bang); numerose infine sono state le sue spiritose apparizioni in programmi come The Big Bang theory, Star Trek o i Simpson, e nel 2014 gli è stato dedicato il film biografico The theory of everything di James Marsh.

 

Foto: Stephen Hawking prova l'assenza di peso durante un volo di addestramento (per cortesia NASA)


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