23 aprile 2014

Twittare Calvino

di Alexis Paparo

Che senso ha riscrivere un’opera letteraria su Twitter? È la prima delle FAQ nella pagina di Twitteratura, l’esperimento di rilettura e riscrittura dei classici su Twitter ideato da Paolo Costa, Edoardo Montenegro e Pierluigi Vaccaneo. Quella che si saranno fatti un po’ tutti, a partire proprio da chi il metodo lo ha inventato.

Di certo mira ad avvicinare l’opera a quelli che non la conoscono o istintivamente non la leggerebbero mai e la fa riscoprire in modo diverso a chi l’ha già amata. “È un processo collettivo e collaborativo, che permette al singolo di esprimere la propria opinione e confrontarla con quella degli altri. Il risultato non è un nuovo testo letterario ma l'approfondimento, con modalità nuove, di uno già esistente”, spiega Vaccaneo, che è anche presidente della fondazione Cesare Pavese. Dall’avvio del progetto, nel gennaio 2012, sono passati oltre due anni. E se qualcuno ha storto il naso, vedendo forse l’operazione come una profanazione dei giganti della letteratura, molti forse più silenziosi e soprattutto più giovani, hanno fatto un salto in libreria e cominciato a twittare. Twittare cosa e soprattutto come? Grandi classici della letteratura novecentesca come Esercizi di stile di Queneau, seguiti da La luna e i falòDialoghi con Leucò e Paesi tuoi di Cesare Pavese, Scritti corsari di Pierpaolo Pasolini e Le città invisibili di Italo Cavino. Ma anche uno dei libri più letti, e forse anche più indigesti agli studenti di ieri e di oggi: I promessi sposi di Alessandro Manzoni. Il ”come” , Costa, Montenegro e Vaccaneo lo hanno messo a punto a gennaio del 2012. È il metodo Twitteratura: si sceglie un libro, lo si legge, un capitolo alla volta e insieme, secondo un calendario prestabilito, twittando una o più volte la propria interpretazione, commento, spiegazione accompagnata dall'hashtag deciso per l'operazione. Così si contribuisce, insieme alla comunità che ha scelto di partecipare, alla riscrittura del libro a colpi di 140 caratteri. Un lavoro che resta, perché alla fine dell'esperimento tutti i tweet vengono uniti e resi visibili sul sito grazie a storify, una piattaforma gratuita che consente agli utenti di raccontare le proprie storie con elementi trovati nel web, e tweetbook, un’applicazione web che consente di pubblicare in un ebook o stampare su rotolini di carta le conversazioni condivise su Twitter. Non ci si deve registrare, basta avere il libro e uno smartphone o un pc sottomano. Da questo lavoro nascono #TweetQueneau #LunaFalò,  #Leucò,  #Corsari #PaesiTuoi #Invisibili #TwiFavola incentrato sulle Favole al telefono di Gianni Rodari e dedicato agli studenti delle scuole elementari della provincia di Cuneo, è ancora in corso mentre è da poco terminato #TwSposi, la riscrittura de I promessi sposi che ha coinvolto 20 scuole superiori di tutt'Italia da dicembre 2013 al marzo scorso, e i cui risultati in termini di partecipazione e numero di tweet verranno annunciati al Salone del Libro di Torino il 10 maggio.

Funziona? In due anni e mezzo i numeri del progetto sono aumentati esponenzialmente: dai 54 riscrittori e 5245 tweet di #Lunafalò (15 giugno - 27 agosto 2012) si è arrivati agli oltre 4100 partecipanti e 81mila tweet di #Invisibili (23 settembre - 16 novembre 2013). Un successo dal quale è nata anche una mostra, prima a Cagliari e fino al 20 aprile a Milano, realizzata con i disegni delle città con cui i tre disegnatori Alessandro Armando, Elena Nuozzi e Francesca Ballarini avevano partecipato alla riscrittura. In mezzo, tra le altre cose, la presenza a #Bokkupy, la tre giorni dedicata alla promozione del libro e al racconto della città organizzata da Siena 19, il comitato che sostiene la candidatura di Siena come capitale europea della cultura. Nel futuro l’idea di estendere il metodo Twitteratura a tutti i prodotti artistici e non solo a quelli letterari. Per chi volesse, proprio in questi giorni è in corso la rilettura di Un anno sull’altopiano di Emilio Lussu, che vuole commemorare così i 100 anni dall’inizio della Grande Guerra. Non resta che provare.


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