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7 marzo 2018

Un bambino di 700.000 anni fa

Un bimbo di 700.000 anni fa, probabilmente non ancora in grado di camminare, si sostiene in piedi dondolandosi ripetutamente sul posto, lasciando le tracce di questo movimento sul terreno (il tallone e più di cinque dita sovrapposte), mentre il resto del gruppo è dedito alle usuali attività di lavoro: è questa l’emozionante scoperta di un team di archeologi dell’Università di Roma Sapienza effettuata nel sito Gombore II-2, nell’alta valle del fiume Awash, in Etiopia. Le impronte umane più antiche di 300.000 anni sono molto rare e inoltre raccontano perlopiù storie di Ominidi di passaggio, mentre in quest’area di scavo, perfettamente datata perché ricoperta di un tufo vulcanico risalente a quell’epoca, sono rimaste le evidenze della vita quotidiana che questi nostri parenti ancestrali conducevano.

Quest’area era abitata dall’Homo heidelbergensis, comune antenato dei Sapiens e dei Neanderthal, i cui fossili sono stati rinvenuti anche in Germania (da cui il nome) e in altre zone dell’Europa e in Asia, oltre che ovviamente in Africa, una specie umana che sapeva controllare il fuoco, costruire lance in legno, lavorare la pietra e cacciare animali di grossa taglia.

Ed è ciò che esattamente racconta il ritrovamento: un gruppo di ominidi che conoscevano e controllavano alla perfezione il territorio, intenti ad attività di scheggiatura e di macellazione di carne di diversi ippopotami, mentre bambini di varie età, come mostrano altre impronte, giocavano sotto la vigilanza degli adulti. Là vicino vi era una pozza d’acqua, dove molti altri animali, come uccelli e mammiferi, si andavano ad abbeverare, lasciando anch’essi le impronte del loro passaggio.

Una volta che questi ominidi abbandonarono la loro postazione, in cui avevano lasciato gli avanzi del cibo non consumato, altri carnivori se ne erano appropriati, come dimostrano i morsi sulle ossa sovrapposti ai segni impressi dagli strumenti umani. Insomma, una sorta di emozionante fotografia, come la definisce uno dei firmatari dell’articolo comparso su Nature, Flavio Altamura, della vita quotidiana preistorica, impressa sul terreno.

L’immagine è un fotogramma tratto dal video: Most MYSTERIOUS Extinct Human Species!


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