25 giugno 2019

Un meta-lupo di 40.000 anni fa

Il permafrost siberiano ci ha restituito, perfettamente conservata, con tanto di folto e lungo pelo simile a quello dei mammut, cervello e lunghe zanne, una enorme testa di un mammifero, un meta-lupo, di 40.000 anni fa, risalente al Pleistocene. Il capo mozzato della bestia, che aveva tra i due e i quattro anni, è stato ritrovato, nel 2018, nel distretto di Abyisky, nel Nord della Yakutia, vicino al Circolo polare artico, sulle rive del fiume Tirekhtyakh, ed è stato poi consegnato all’Accademia delle scienze di Yakutia. Lo studio è stato realizzato, come racconta il comunicato pubblicato su The Siberian Times, da scienziati giapponesi, a cui sono stati inviati alcuni campioni; l’analisi del DNA invece verrà realizzata dal Museo svedese di scienze naturali: i tessuti verranno confrontati con quelli dei lupi moderni, per scoprire come si è evoluta la specie e quale doveva essere l’aspetto dell’animale.

La testa di lupo del Pleistocene è lunga 40 cm, quindi metà della lunghezza totale del corpo di un lupo moderno, che varia da 66 a 86 cm. Come hanno rilevato gli studiosi, alcune parti del cranio sembrano più sviluppate di quelle dei lupi moderni. Ci si chiede inoltre se le dimensioni siano da attribuire a una sottospecie non ancora conosciuta, o se si trattasse di caratteristica individuale dell’esemplare ritrovato. Si tenterà infine di capire in che modo la testa sia stata in quel modo staccata dal corpo: forse per la caduta di una lastra di ghiaccio; sono previste comunque nuove indagini nel sito. Non sarà invece possibile ricostruire il colore originario del manto, che ora appare scuro come quello degli orsi, ma che è stato modificato dall’azione del permafrost.

 

             

Pleistocene wolf [The Siberian Times (https://siberiantimes.com/science/casestudy/news/first-video-of-ancient-bear-like-wolf-preserved-in-the-permafrost-for-more-than-40000-years/) courtesy Yakutia24]

 

Ora i resti verranno sottoposti a plastinazione, una tecnica brevettata nel 1978 dal medico polacco Gunther von Hagens, che permetterà di scongelarli conservando però intatte le parti organiche, senza che perdano forma e colore.

Accanto al lupo è stato ritrovato, sempre in eccellente stato di conservazione, anche un cucciolo di leone delle caverne.

La scoperta è affascinante, ma non sfugge nel contempo il fatto che essa dipende dal fenomeno dello scioglimento del permafrost, quella porzione del territorio terrestre che si trova in uno stato perennemente ghiacciato, che costituisce circa il 20% delle terre emerse e che in Siberia raggiunge il massimo della profondità: il suo scioglimento ci sta restituendo non solo reperti paleontologici antichissimi, ma anche grandi quantità di gas serra che potrebbero contribuire ancora di più al riscaldamento della Terra.

 

L’immagine è un fotogramma tratto dal video Pleistocene wolf [The Siberian Times (https://siberiantimes.com/science/casestudy/news/first-video-of-ancient-bear-like-wolf-preserved-in-the-permafrost-for-more-than-40000-years/) courtesy Yakutia24]

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