14 novembre 2019

“Adolescenti in fumo”: l’indagine del CNR sul consumo di tabacco tra i giovani

L’ESPAD Italia è l’indagine sul consumo e l’utilizzo di alcol, tabacco e sostanze illegali tra gli studenti italiani (tra i 15 e i 19 anni) promossa e condotta dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IFC), Sezione di epidemiologia e ricerca sui sevizi sanitari di Pisa, che dal 1999 monitora le abitudini degli adolescenti nel nostro Paese, consentendo una valutazione dei cambiamenti, anche notevoli, avvenuti nell’arco degli ultimi 20 anni.

L’ultimo rapporto pubblicato mostra come circa un milione e mezzo di ragazzi abbia fumato una sigaretta almeno una volta lo scorso anno, con una percentuale totale del 56,9%, che continua a calare costantemente dal 2000, quando si attestava a ben il 67,5%. Sono state soprattutto le ragazze, dopo i 16 anni, ad aver fumato almeno una volta nel 2018 rispetto ai loro coetanei maschi: 58% contro 55,9%, in aumento rispetto alla riduzione registrata nel 2011.

Sono poi circa 600.000 gli adolescenti che nel 2018 hanno fumato almeno una sigaretta al giorno: circa il 21,7% degli intervistati, anche qui in calo rispetto al periodo precedente, addirittura la percentuale più bassa per quel che riguarda il periodo 2004-18; in questo caso però fumano di più i maschi.

Un dato incoraggiante e assolutamente positivo è che si abbassa moltissimo il grado di facilità con cui gli adolescenti dicono di poter reperire le sigarette nel nostro Paese: dall’83,3% del 1999 al 46,3% nel 2017, segno dell’efficacia delle svariate campagne, anche culturali, di prevenzione contro il fumo svolte negli anni più recenti.

S’incomincia a fumare giovanissimi, appena adolescenti o anche prima: 100.000 studenti hanno acceso la loro prima sigaretta addirittura prima dei 12 anni, anche se nel 2018 tale percentuale si attesta al minimo storico del 6,8%: sebbene sempre troppo alta, comunque lontana dall’11,5% del 2003.

Si fumano, quindi, sempre meno sigarette, ma ci sono altre forme di consumo di nicotina (come le sigarette elettroniche o quelle senza combustione) che stanno esercitando una sempre più grande capacità attrattiva sugli adolescenti italiani. Nel nostro Paese è stato il 2012 l’anno che ha visto la diffusione massiva di sigarette elettroniche di ogni tipo e già dall’anno successivo il loro utilizzo si è diffuso anche tra i ragazzi con percentuali che vanno dal 33% del 2013 al 37,9% del 2018: circa un milione di studenti che regista, compressivamente, anche una certa facilità nel loro reperimento.

Il consumo totale di nicotina, quindi, se si somma quello delle sigarette “classiche” con quello presente nelle elettroniche, si attesta a ben il 41,1% tra gli studenti nel 2018, per arrivare addirittura al 47,3% (cioè 1.200.000 ragazzi), considerando anche tutte le altre forme disponibili (tabacco da sniffo o fiuto, pipa ad acqua e sigarette senza combustione).

Proprio l’offerta così ampia e variegata dev’essere un campanello d’allarme perché in grado di attirare un target sempre più ampio e giovane di utenti: oltre 500.000 sono, infatti, i minori tra gli studenti fumatori e proprio a loro devono essere dedicate le maggiori attenzioni nelle campagne di prevenzione, anche perché i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) collocano il tabacco, usato da oltre un miliardo di persone, come seconda causa di morte nel mondo con ben 6 milioni di decessi (per via diretta o indiretta) ogni anno e al primo posto tra le cause di morte evitabili.

 

Crediti immagine: CC0 Public Domain, attraverso www.publicdomainpictures.net

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