26 maggio 2014

Animali domestici in Europa; statistiche e contraddizioni

I diritti degli animali sono un tema sentito dalle popolazioni europee, che ha influenzato anche le contese elettorali e le controversie internazionali, come nel caso delle misure contro il randagismo. Il numero di animali domestici in Europa è molto elevato, circa 200 milioni, ed essi sono presenti in 72 milioni di abitazioni; la loro massiccia presenza e il legame che stabiliscono con i loro coinquilini umani ha conseguenze sociali ed economiche non indifferenti, al punto che il mercato di cibo per animali domestici è uno dei pochi che va in controtendenza, resistendo alla recessione. Al primo posto, tra gli animali domestici che popolano l’Unione Europea, ci sono i gatti, con 66 milioni di esemplari, cioè 32,4% del totale, al secondo i cani, con quasi 61 milioni, 29,7%, poi gli uccelli, circa 40 milioni, 19,1%, infine 21 milioni di piccoli mammiferi, 9 milioni di creature acquatiche, 7 milioni di rettili. La Francia con più di 11 milioni di gatti, 18 ogni 100 abitanti, detiene un record assoluto mantenendo a distanza Regno Unito, Italia e Germania, che si attestano intorno agli otto milioni; ma sono forse gli Ungheresi, con 2.245.000 ad essere gli amici più assidui dei felini, registrando una presenza di 23 gatti ogni 100 abitanti. Per i cani, primo posto assoluto per la Polonia, e percentuali molte alte, in rapporto alla popolazione, anche per le limitrofe Romania e Repubblica Ceca. Per gli uccelli primo posto assoluto per l’Italia, con 12.928.000 esemplari. In assoluto l’Italia è uno dei Paesi europei con la più alta percentuale di animali domestici rispetto alla popolazione (55 ogni 100 abitanti), assicurandosi il terzo posto insieme all’Ungheria e restando indietro soltanto al Belgio e ai Paesi Bassi. Ad una analisi più circostanziata, non si può però assimilare meccanicamente l’amore per gli animali con le percentuali di animali domestici; infatti molti animalisti vedono nel possedere un uccello in gabbia una forma di oppressione piuttosto che di vicinanza, senza considerare che spesso i volatili sono utilizzati dai cacciatori come esche. Insomma forse sono altri gli indicatori che esprimono il nostro amore per gli animali, come l’opporsi alla vivisezione (81,6% degli italiani), alla caccia (74,3) e alle pellicce (85,5%). Una sensibilità che contamina anche l’alimentazione, con una continua crescita nel nostro Paese dei cittadini che scelgono l’alimentazione vegetariana o vegana.


0