23 maggio 2019

Cooperazione allo sviluppo: ritorni di breve e lungo periodo

All’interno dell’OCSE opera il Comitato per l’aiuto allo sviluppo, noto con l’acronimo inglese DAC (Development Assistance Committee), che ha lo scopo di indirizzare efficacemente le politiche di aiuto destinate ai Paesi più poveri. Del DAC fanno parte trenta Paesi ricchi, tra i quali l’Italia e tutti quelli dell’Unione Europea.

A fronte del crescente scetticismo delle opinioni pubbliche nazionali sulla utilità di tali aiuti e delle sempre più insistenti richieste che essi vengano investiti all’interno e nell’interesse dei Paesi erogatori piuttosto che a favore di altri, per quanto poveri, il think tank britannico Overseas Development Institute (ODI), nell’ultimo Principled Aid Index, discute in che modo gli aiuti allo sviluppo siano stati indirizzati a ottenere ricadute positive anche all’interno dei Paesi erogatori.

A tale scopo si fa riferimento alla categoria del Principled Aid, identificata nelle politiche di aiuto che assegnino priorità ai risultati globali e di lungo periodo, per esempio sul fronte della riduzione dei fattori di cambiamento climatico, di discriminazione di genere, o di dislocazione forzata di popolazioni: li si contrappone agli aiuti Unprincipled, che a loro volta conferiscono priorità al condizionamento dell’aiuto a contropartite sul piano dei rapporti politici o commerciali in favore dell’erogante, sottolineando che i benefici che questo in tal caso ne trae tendono a prevalere nel breve periodo per essere tuttavia controbilanciati sul lungo periodo dagli effetti della carenza di aiuti Principled.

Su questa premessa, l’Index riscontra una generale correlazione positiva fra la propensione dell’erogante alla generosità, in termini di rapporto fra aiuto e reddito nazionale, e la propensione verso aiuti più Principled: quanto più cresce la quota destinata agli aiuti, tanto più questi sono indirizzati ai benefici di lungo periodo. D’altronde, la quota di aiuti tende a sua volta a crescere con il tempo, sicché la maggiore propensione alla ricerca dei benefici di lungo periodo consegue all’acquisizione di esperienza nell’erogare.

L’Italia risulta essere l’erogatore meno generoso fra i membri del G7, e quindi, coerentemente, il più propenso a investimenti Unprincipled orientati a ritorni di breve periodo. Secondo questi criteri, si pongono all’apice della classifica invece Lussemburgo, Regno Unito e Svezia, e in coda slovacchi, Grecia e Austria.

 

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