24 ottobre 2012

Dal velocipede alla ciclocospirazione

di Marina Turi

Seicentosettantanove km sugli argini del Po, passare per Milano sulla pista del Naviglio Pavese, collegare Torino a Venezia con una maestosa dorsale ciclabile. È VenTo, l'ambiziosa proposta nata nel dipartimento di infrastrutture e progettazione del Politecnico di Milano. Per 102 chilometri, ovvero il 15% del totale, la ciclabile già esiste. Per dare il via formale alla realizzazione mancano poco più di 80 milioni di euro e la volontà delle regioni che attraverserebbe, ma è periodo di tagli drastici. Secondo gli ideatori del progetto i 40.000 km di ciclabili tedesche producono 8 miliardi di indotto all'anno, stabilmente. Possibili ritorni economici interessanti e non solo uno sfizio per i ciclisti della domenica. Al sud oltre 250 km di sentieri sterrati diventerebbero ciclabili grazie ad un materiale ecologico non bituminoso. L'Acquedotto Pugliese ha avviato i lavori per la realizzazione di una ciclovia sul Canale Principale, la condotta centenaria che trasporta l’acqua del Sele in Puglia. Sarà la Ciclovia dell'Acquedotto, la nuova frontiera del cicloturismo in quella regione. Percorso individuato nell’ambito del progetto CY.RO.N.MED Cycle Route Network of Mediterranean e che rientra nella variante pugliese del percorso nazionale Ciclovia degli Appennini della rete BICITALIA . Certo poco o nulla rispetto agli oltre 70.000 chilometri di EuroVelo, il progetto di European Cyclists’ Federation (ECF), 14 itinerari ciclistici che attraversano l'Europa, geograficamente intesa a ovest del meridiano di Mosca, da Capo Nord fino alle coste del Mediterraneo, dalla Spagna alla Grecia ( http://www.eurovelo.org/routes/ ). Con 657 aziende l’Italia è il primo produttore in Europa di biciclette (20% market share) e di accessori (32% market share), eppure si colloca al 4° posto per biciclette vendute in Europa in termini assoluti, ma solo al 19° posto per numero di biciclette vendute ogni 100 abitanti/anno nel territorio nazionale (2,9 ogni 100 abitanti nel 2011): ovvero -72% rispetto alla Danimarca, -51% rispetto alla Gran Bretagna, -43% rispetto alla Germania e -30% rispetto alla media EU27, questo secondo l'European Bicycle Market 2012 edition. E tuttavia nel 2011 sono state vendute in Italia più biciclette che automobili: a fronte delle 1.748.143 auto immatricolate sono state vendute 1.750.000 biciclette. Ciò nonostante restiamo il paese più motorizzato d’Europa, dopo il Lussemburgo, con una media di due targhe per ogni patente, un dato impressionante. C’è qualcuno che ancora si augura un aumento del numero di automobili, ma se si parla di nuova mobilità si parla anche di bicicletta. A Reggio Emilia, città con una rete di 180,7 km di piste ciclabili (1,053 km pro capite) che permette un utilizzo della bicicletta che supera il 20% del totale della mobilità urbana, il 5 e 6 ottobre si sono svolti gli Stati Generali della Bicicletta. I promotori Legambiente, ANCI, Fiab e #salvaiciclisti hanno chiamato a raccolta amministratori, esperti del settore, associazioni e cittadini per discutere di mobilità nuova, ciclabilità e qualità urbana. L'intenzione è stata quella di dare impulso alla mobilità dolce e sostenibile in alternativa a quella individuale e motorizzata, favorire l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, sicuro, sostenibile, accessibile e dinamico. Sicuro non lo è proprio. Nella situazione attuale dove le strutture di Reggio Emilia costituiscono purtroppo l’eccezione e non la regola, i ciclisti sono dei veri ardimentosi, temerari sprezzanti del pericolo e non le “utenze deboli” come vengono definiti, insieme ai pedoni, dal codice della strada. Quello stesso codice che per indicare la bicicletta utilizza ancora il termine "velocipede". Secondo i dati diffusi dall'Ania, la fondazione per la sicurezza stradale  l'Italia è terza in Europa per mortalità stradale dei ciclisti, preceduto solo dalla Germania (462 morti) e dalla Polonia (280), paesi con un numero di cittadini maggiore, e dove maggiore risulta anche la percentuale di persone che utilizzano la bicicletta (in Germania circolano 67 milioni di biciclette a fronte di 40 milioni di autovetture). Situazione migliore in Romania (182), Francia (147), Olanda (138) e Gran Bretagna (104). Ogni anno in Italia vengono travolti ed uccisi 263 ciclisti (dati 2010), cifra che corrisponde al 6% del totale delle vittime di pirati della strada, 2.556 nel corso dell’ultimo decennio. Per le strade italiane circolano oltre 11 milioni di biciclette. Più di 40 biciclette al giorno restano coinvolte in incidenti stradali e i feriti sono quasi 15 mila, con un indice di lesività del 93%, anche in questo caso superiore alla media del 71,3%. Dando uno sguardo ai tassi di crescita degli incidenti stradali che coinvolgono le biciclette, l’analisi rileva come dal 2001 al 2010 sono aumentati notevolmente nel Sud Italia, dove se ne registravano molti meno rispetto al resto d’Italia e dove il mezzo è certamente meno utilizzato. I sinistri sono quasi raddoppiati (+93%) in Campania (da 92 a 178), incrementati dell’83% in Puglia (da 202 a 369). A livello nazionale gli incidenti totali che hanno interessato le biciclette sono cresciuti di un quarto (+ 24%) negli ultimi dieci anni (2001-2010). Da 11.155 sono saliti a 13.869. è il quadro di cifre raccolte dalla compagnia di assicurazioni Das. Si può ancora usare questo mezzo dopo aver letto questi dati? Il mondo delle biciclette è assai attivo e motivato: #salvaiciclisti non è solo un hashtag sempre più utilizzato su twitter, ma anche un movimento spontaneo nato dal web, lanciato da 38 blogger ( http://www.salvaiciclisti.it/ ), una rete sociale presente su facebook e su twitter con oltre 20.000 persone che discutono. È un marchio rilasciato sotto licenza Creative Commons che può essere utilizzato per tutte le attività attinenti la promozione della ciclabilità. È una campagna permanente Città a misura di bicicletta avviata in tutta Italia. Liberamente ispirata a Cities fit for cycling pubblicata nello scorso febbraio dal Times ( http://www.thetimes.co.uk/tto/public/cyclesafe ). O biettivo dichiarato di #salvaiciclisti è quello di aumentare il numero dei ciclisti in circolazione nelle città italiane migliorando le condizioni di sicurezza e disincentivando l’uso dell’auto privata all’interno dei centri urbani. Otto proposte di cose da fare ( http://www.salvaiciclisti.it/il-manifesto-salvaiciclisti/ ) che in meno di una settimana sono state convertite in un disegno di legge sottoscritto da oltre 60 parlamentari di tutte le forze politiche (tranne la Lega) attualmente in fase di approvazione al Senato ( http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/37984.htm ). Cambiare strada a favore della bicicletta non sembra impossibile. Tutte le istruzioni per coloro che vogliano attivarsi dal basso e promuovere la ciclabilità nel proprio territorio in un pratico Manuale di Ciclocospirazione da scaricare, condividere e utilizzare a proprio piacimento.


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