22 novembre 2016

Figli più "in gamba" se la madre lavora

Secondo una ricerca condotta da alcuni studiosi della London School of Economics and Political Science e dall’Università di Oxford, pubblicata sulla rivista Social Choice and Welfare, i figli di madri casalinghe non hanno quella marcia in più che contraddistingue chi cresce con una mamma lavoratrice. Questi ultimi, infatti, parlano meglio, hanno migliori rapporti con chi li circonda e, addirittura, si muovono meglio. Insomma, i sensi di colpa delle donne che lavorano verso i loro piccoli sembrano del tutto ingiustificati.

Sono quattro gli aspetti dello sviluppo del bambino molto piccolo analizzati dagli esperti di Londra: la qualità del linguaggio, la capacità di relazionarsi con gli altri, la capacità di svolgere azioni quotidiane e le abilità nei movimenti. Secondo lo studio citato, se la mamma lavora, il bambino è più abile in tutti e quattro questi ambiti dello sviluppo.

Ma non è tutto, perché lo stesso studio rivela che se il piccolo entra in una struttura educativa, che sia il nido o la scuola materna, sarà più "sveglio" nel compiere molte delle attività di vita quotidiana, oltre a relazionarsi meglio con gli altri bambini. Se invece sono i nonni ad occuparsi dell'educazione del bimbo, quest’ultimo avrà una maggiore facilità nel parlare, oltre che nel giocare con gli altri. Infine, la ricerca sposta l'obiettivo su ciò che maggiormente stimola il divertimento nei più piccoli, e il risultato è sorprendente: le attività che rendono i bambini più felici non hanno nulla a che vedere con sport e giocattoli, ma sono la lettura e lo shopping. Al contrario, le passeggiate non sembrano particolarmente gradite e, soprattutto - mettono in guardia i ricercatori - non migliorano le loro capacità di movimento. Il motivo è che anche dopo i tre anni, la maggior parte dei genitori porta il piccolo con il passeggino, non facendogli fare alcuna attività fisica. Insomma, meglio una bella corsa con le proprie gambe in un parco cittadino.

 


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