3 maggio 2018

Giovani italiani, ore e ore sul web

È un’arma a doppio taglio la grande dimestichezza dei ragazzi anche giovanissimi con le tecnologie e con il web, ed è anche forse la sfida più difficile che dovrà necessariamente raccogliere il sistema educativo per ripensare le sue strategie. La straordinaria diffusione di dispositivi di ogni genere in grado di collegarsi alla rete porta con sé naturalmente i rischi che tutti ben conoscono, dal cyberbullismo al pericolo di finire agganciati in reti di pedofilia e altro ancora. Ma non va dimenticato l’enorme potenziale educativo del web come fonte inesauribile di informazioni e di contenuti, un potenziale che ancora deve trovare la sua via per diventare atto nella scuola.

Gli adolescenti italiani trascorrono settimanalmente 30,5 ore sul web, secondo uno dei focus sui test PISA 2015 (posizionandosi al di sopra dunque della media OCSE di 29 ore): tra informazioni, filmati su YouTube, giochi e chat il tempo che i teenager passano collegati alla rete è sensibilmente aumentato rispetto ai dati del 2012 (17,5 ore a settimana).

Rispetto invece alle competenze in scienze, matematica e lettura che vengono misurate dal test, i risultati sono poco lusinghieri rispetto a quelli ottenuti dai colleghi europei, senza contare i punteggi stratosferici delle ‘tigri asiatiche’.

Tra i nostri ‘utilizzatori estremi’ di Internet, soltanto poco più di 5 ore a settimana sono però utilizzate a scuola, in un percorso guidato da insegnanti che possano mostrare e sperimentare insieme ai ragazzi modalità di utilizzo non passivo. È fondamentale infatti riuscire a rendere la connessione uno strumento potente e innovativo dal punto di vista didattico, sfruttando la grande capacità di attrazione di questa modalità per ‘rivoltarla’ in modo costruttivo, secondo il principio che se non puoi sconfiggere il ‘nemico’ (ed è un paradosso perché davvero il web non può essere definito tale) è necessario renderselo amico. Ciò che moltissimi insegnanti lamentano è il disinteresse generalizzato, la grande difficoltà a coinvolgere i ragazzi nelle attività: un uso appropriato e meditato della rete potrebbe aiutare a superare l’impasse, ma per fare questo non solo sporadicamente sono necessarie attrezzature e competenze da parte degli insegnanti. Dopodiché – a ognuno le sue responsabilità – moderazione e limiti alla connessione da casa: gli studenti che fanno un uso eccessivo di Internet ottengono risultati peggiori a scuola, più facilmente si assentano o arrivano in ritardo, e hanno minori probabilità di conseguire una laurea.


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