12 febbraio 2018

Gli italiani secondo i dati Istat

Siamo un popolo di mezza età, numericamente in diminuzione, facciamo pochi figli e sempre più in là con gli anni; aumentano gli stranieri (ma le cifre sono decisamente inferiori alla ‘presenza percepita’ da buona parte degli italiani) e manteniamo salda la speranza di vita tra gli 80,6 anni per gli uomini e gli 84,9 anni per le donne.

Il rapporto dell’Istat sugli indicatori demografici relativi al 2017 conferma la tendenza, registrata negli ultimi tre anni, alla diminuzione della popolazione residente in Italia, che al 1° gennaio 2018 risulta essere di 60 milioni 494.000 residenti, con una flessione dell’1,6 per mille, vale a dire quasi 100.000 unità in meno, rispetto all’anno precedente.

Il saldo naturale nel 2015 era sempre negativo (-162.000), ma nel 2017 ha raggiunto un ulteriore picco (-183.000) e a pesare molto su questo dato è la diminuzione delle nascite (464.000 nel 2017 contro 486.000 nel 2015), mentre il numero dei decessi è rimasto più o meno uguale (647.000 contro 648.000). Le nascite registrano così una contrazione per la nona volta consecutiva dal 2008, anno in cui furono 577.000; e rispetto al 2016 la diminuzione è del 2%. Se dunque il primo decennio degli anni Duemila è stato caratterizzato da una situazione sostanzialmente stabile, con un saldo naturale vicino allo zero o di poco inferiore, il calo della natalità, ormai tendenza marcata e ben individuabile, sembra ora innescare un meccanismo che lascia immaginare uno scenario futuro di decrescita naturale, per diminuzione delle potenziali madri, e di ulteriori picchi negativi del saldo naturale. Anche le nascite da madri straniere sono in lieve diminuzione: nel 2017 il 19,4% delle nascite è avvenuta da madre straniera, contro il 19,7% del 2016.

In linea con quanto accade in molti Paesi occidentali, le donne italiane pospongono sempre di più la maternità, e l’età media al parto è passata da 27,5 nel 1980 a 31,8 nel 2017; dati che però, al di là del trend globale e del superamento dello stereotipo della realizzazione femminile attraverso la maternità, viene istintivo mettere a fianco ai numeri relativi alle neomadri che lasciano il lavoro per difficoltà a conciliarlo con la vita familiare, e a quelli relativi al congedo parentale, ancora ritenuto di esclusiva competenza delle donne.

Il tasso di fecondità, insieme ad altri fattori, contribuisce inoltre a definire il dato dell’età media della popolazione, anch’essa in lento ma costante aumento dal 2008 fino ad arrivare nel 2017 a 45,2 anni: il 22,6% della popolazione italiana ha un’età superiore o uguale ai 65 anni, il 64,1% ha tra i 15 e i 64 anni, mentre solo il 13,4% ha meno di 15 anni.

Gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2018 sono 5 milioni e 65.000 e rappresentano l’8,4% della popolazione, ed è dal 2016 che la variazione della popolazione straniera rispetto all’anno precedente è minima, fenomeno in parte dovuto anche all’acquisizione della cittadinanza italiana, un aspetto in forte aumento, dato che si è passati dalle 35.000 acquisizioni del 2006 alle 202.000 del 2016. Il saldo migratorio con l’estero nel 2017 (+184.000 unità) registra un consistente incremento rispetto all’anno precedente (+144.000) e sembra delineare una ripresa dopo lo stallo che ha coinciso con gli anni più duri della recessione economica, mentre per la prima volta dopo 10 anni diminuiscono le emigrazioni verso l’estero (153.000 unità, 4.000 in meno del 2016), una tendenza alla quale contribuiscono probabilmente numerosi fattori e cambiamenti negli equilibri internazionali, non ultimo la Brexit.

 

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