3 dicembre 2019

Gli stereotipi degli italiani sulle donne

Non è certo incoraggiante l’immagine del nostro Paese emersa dal rapporto Istat sugli stereotipi di genere, pubblicato il 25 novembre scorso in concomitanza con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e che ha mostrato quanto le opinioni degli italiani su questi argomenti siano ancora arretrate, piene di pregiudizi e di retaggi culturali del passato che, sostanzialmente, mettono tra parentesi o, addirittura, cancellano quelli che in apparenza sembravano i progressi fatti dalla società civile nel suo complesso.

Proprio per quanto riguarda il tema, purtroppo sempre attuale, degli stupri e, in generale, della violenza contro le donne, circa il 23,9% (sia uomini sia donne e ciò è, se possibile, ancora più grave) crede che il modo di vestire delle donne sia la causa di una possibile violenza sessuale; a questo si aggiunge che circa il 39,3% degli italiani è convinto che sia in qualche modo possibile per una donna rifiutare un rapporto sessuale non gradito e, inoltre, il 15% ritiene responsabile la donna che, sotto effetto di alcol o droghe, subisce violenza sessuale.

Una percentuale considerevole della popolazione del nostro Paese afferma dunque che sono le donne a “provocare” con i loro atteggiamenti la violenza degli uomini nei loro confronti; per il 12,7% degli uomini e il 7,9% delle donne, addirittura, le accuse di stupro spesso sono false, anche perché (per il 7,2%) in molti casi quando una donna rifiuta una proposta sessuale, in realtà, tale rifiuto non è veritiero.

Ma non finisce qui: non è solo la violenza sessuale a essere, in qualche modo, “tollerata” colpevolizzando le vittime, ma anche la violenza generica è, almeno in parte, considerata accettabile; infatti, il 7,4% degli intervistati ritiene normale che un uomo prenda a schiaffi la propria compagna per gelosia e il 6,2% giustifica gli schiaffi occasionali all’interno della vita di una coppia.

Le percentuali aumentano quando si passa poi da questo tipo di violenza fisica a forme di controllo diverse, dovute sempre a gelosia, possesso o al pericolo di possibili tradimenti: addirittura il 17,7% ritiene normale e accettabile per un uomo controllare i social media e il cellulare della propria moglie/compagna.

Sulla distribuzione regionale di questi vergognosi pregiudizi, sono la Sardegna (15,2%) e la Valle d’Aosta (17,4%) ad avere i livelli più bassi di tolleranza nei confronti della violenza, mentre Abruzzo (38,1%) e Campania (35%) i più alti. In generale, tutti gli stereotipi antifemminili sono più radicati nel Sud d’Italia (67,8%, soprattutto in Campania con il 71,6% e in Sicilia), mentre hanno meno presa nel Nord-Est (52,6%, specie in Friuli Venezia Giulia 49,2%).

Infine, al di là degli aspetti più specificatamente legati alla violenza, sono comunque molto diffusi anche i pregiudizi legati al lavoro e all’organizzazione familiare: infatti, il 32% degli italiani ritiene che il successo lavorativo sia più importante per un uomo che per una donna e, di conseguenza, il 31,5% ritiene che gli uomini siano meno adatti, rispetto alla donne, a occuparsi della casa e delle faccende domestiche; quindi (per il 27,9%) sono gli uomini a dover provvedere ai bisogni economici della famiglia e non le donne.

Tutti questi dati ci consegnano, purtroppo, l’immagine di un Paese in cui, nonostante le battaglie e i progressi civili, troppi retaggi del passato sono ancora saldamente radicati nella mentalità di tanti e rendono la vita delle donne, di oggi e forse anche di domani, estremamente difficile.

 

Crediti immagine: jon jordan [Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)], attraverso  www.flickr.com

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