14 settembre 2018

Il rispetto dell’ambiente è questione di genere?

Anche il rispetto per l’ambiente è diventato una questione di genere? Si può parlare di una maggiore sensibilità femminile sui temi del riciclo, degli sprechi energetici, della cura verso l’ambiente e del rispetto per gli animali?

Pare proprio di sì: è quanto attesta il report della società inglese Mintel in base a una ricerca effettuata su circa 2000 persone, di oltre 16 anni di età, contattate on-line. Analizzando i dati forniti vediamo che il 71% delle donne adotta in generale uno stile di vita e comportamenti quotidiani più etici, a fronte del solo 59% degli uomini; le donne sono più attente al riciclo: il 77% contro al 67%; e cercano di consumare anche meno acqua: il 38% contro il 30%.

Inoltre, le donne cercano in ogni modo di vincere la cosiddetta ‘battaglia del termostato’: infatti, ben il 64% delle intervistate spegne l’aria condizionata o il riscaldamento uscendo di casa, percentuale questa che negli uomini scende al 58%; le donne sono poi complessivamente più attente a evitare, in un senso e nell’altro, gli eccessi climatici in casa per quanto riguarda la temperatura da mantenere negli ambienti domestici, rifuggendo da temperature polari in estate e tropicali in inverno, e non abusando, quindi, di condizionatori o termosifoni come, invece, spesso e volentieri fanno gli uomini.

Si può dunque parlare di un vero e proprio eco gap gender, con una sensibilità femminile attenta a comportamenti più ecologici e, in generale, più etici e antispreco su tutta una serie di temi e problemi che riguardano, a vario titolo e ad ampio raggio, il rispetto per l’ambiente e per gli animali e la questione del cambiamento climatico. Le donne, sono anche inclini nell’incoraggiare amici e parenti verso uno stile di vita globalmente più sostenibile: lo fanno il 64% di loro, contro il 56% dei maschi.

Al netto di questo gap di genere, le maggiori preoccupazioni ambientali sono, per donne e uomini, le medesime: il problema che sta più a cuore a tutti è la quantità di plastica dispersa nell’ambiente, seguito dal benessere degli animali e, appunto, dal cambiamento climatico.

Più in generale, la sensibilità ambientale è in aumento in tutta Europa e, con essa, il problema del corretto riciclo e smaltimento dei rifiuti è sentito indistintamente da uomini e donne. In Italia, la questione dei rifiuti è particolarmente importante, ma, purtroppo, in molti casi, la diversità delle linee guida fornite dalle Regioni, così come dai Comuni (e per le città più grandi anche tra i vari quartieri) causano dubbi, incertezze ed errori che portano il cittadino a scoraggiarsi e a rispettare, con minore accuratezza nei casi migliori, i parametri del riciclo e della raccolta differenziata.

Il problema dell’eco gap gender, infine, non deve essere banalizzato, considerato come semplice riflesso del fatto che, anche ai giorni nostri, sono moltissime le donne che tendono (per scelta o necessità) a gestire autonomamente il funzionamento dei vari aspetti della vita familiare, compreso il riciclo dei rifiuti. Sembra invece che gli uomini vivano proprio in modo conflittuale il rapporto con i problemi ambientali, come se la sensibilità verso questi temi possa minare in qualche modo la mascolinità. Qualche passo avanti potrebbe essere compiuto con l’aiuto degli spot delle aziende che si occupano di campagne ecologiche che, invece di rivolgersi quasi esclusivamente, come accade oggi, al pubblico femminile dovrebbero diffondere il messaggio che il rispetto dell’ambiente è universale e non ha, quindi, genere.

 

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