30 marzo 2020

Il virus dell’intolleranza e del fondamentalismo

L’attenzione delle autorità politiche a livello globale è concentrata sul contrasto all’epidemia di Covid-19, che ha colpito finora più di 720.000 persone in tutti i continenti e provocato 34.005 decessi. A fronte di questo evento straordinario e di effettiva minaccia per la salute e la vita, si sono diffusi sensazioni di paura e di insicurezza, teorie irrazionali e complottiste, messaggi di odio verso singole nazioni o minoranze. Posizioni avverse alla scienza e alla razionalità, ideologie basate sull’odio, sono sempre esistite e la rete ne è stata negli ultimi anni un efficace veicolo di diffusione; l’attuale clima di emergenza potrebbe però favorire, secondo gli alcuni esperti, l’attivismo dei gruppi fondamentalisti e di quelli dell’estrema destra suprematista.

La situazione favorisce le visioni apocalittiche e l’individuazione di nemici che minacciano la comunità. D’altra parte, l’azione di proselitismo di gruppi violenti, oltre a sfruttare il clima generale di paura e la comprensibile minore attenzione dei governi alla prevenzione del fenomeno, è alimentata indirettamente dalla competizione geopolitica, che non conosce tregue sanitarie.

Si è scatenata una battaglia mediatica sull’origine del virus, a cui hanno partecipato anche leader mondiali; molti hanno attribuito pubblicamente alla Cina la responsabilità di non aver impedito al virus di diffondersi a livello globale. Donald Trump si è espresso più volte in questa direzione. Non sempre le autorità pubbliche hanno sostenuto lo sforzo dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) perché non si usasse la terminologia virus cinese o altre analoghe in considerazione del fatto che “l’epidemia non ha colpevoli”. In alcuni casi le teorie complottiste hanno assunto gli odiosi e ricorrenti tratti dell’antisemitismo.

Anche in Italia tramite la rete sono girate molteplici teorie che indicano presunti colpevoli dell’epidemia: il Covid-19 sarebbe stato diffuso volontariamente dalla Cina per colpire i suoi avversari, dagli Stati Uniti o da altri Paesi occidentali per punire l’Italia per la sua vicinanza alla Cina, e altre ipotesi similari, non suffragate da alcun fatto concreto; peraltro questi scenari indicherebbero un’epidemia di autolesionismo, poiché gli ‘untori’ sarebbero proprio alcuni dei Paesi maggiormente colpiti, quelli che rischiano, al di là del lato sanitario, di subire anche pesanti contraccolpi economici.

In questo contesto di fragilità emotiva e di ricerca del capro espiatorio si sta verificando un’impennata del fanatismo e della violenza verbale contro alcune comunità. Sul settimanale al-Naba, vicino alle posizioni dello Stato islamico (IS), la pandemia ha origini divine, colpisce gli eserciti “crociati” e le forze di sicurezza e fornisce l’occasione per agire e liberare i prigionieri islamisti. In generale, viene enfatizzato il carattere sacro dell’epidemia e di come colpisca principalmente gli infedeli; in questo senso viene percepita come un’occasione.

I militanti vengono comunque invitati a prendere precauzioni, del tutto simili a quelle prescritte dall’OMS, a non recarsi nelle zone di maggiore diffusione, ma anche a intensificare le attività approfittando dell’attuale debolezza del nemico. Nei giorni dell’epidemia si è inoltre assistito a un ritorno in circolazione di suggestioni, legate soprattutto alla tradizione sciita, relative al manifestarsi del Mahdi e all’avvicinarsi del giorno del Giudizio universale. La situazione non incoraggia soltanto il fondamentalismo islamico; anche alcuni gruppi dell’estrema destra, hanno invitato i propri affiliati ad attivarsi e a diffondere il contagio ai danni degli ebrei.  In alcuni casi si tratta ovviamente dei deliri di persone in difficoltà, ma la possibilità che l’epidemia venga sfruttata da gruppi oltranzisti non deve essere sottovalutata. L’effettiva fragilità dei sistemi politici e la ricerca da parte di persone disorientate di un nemico contro cui scatenare le proprie paure e le proprie frustrazioni, possono infatti favorire reclutamenti e iniziative pericolose.

 

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Immagine: Campo di addestramento dell’IS (13 ottobre 2014). Crediti: quapan [Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)], attraverso www.flickr.com

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