17 luglio 2014

L’economia della condivisione

di Simone Silvi

Car sharing, bike sharing, co-working, crowdfunding, alzi la mano chi non ne ha mai sentito parlare. Non sono solo semplici fenomeni sociali ma tasselli di un nuovo modello economico che da qualche anno si sta silenziosamente affermando, anche nel nostro Paese. Stiamo parlando della “sharing economy”, o “peer-to-peer economy”: a noi, però piace chiamarla “economia della condivisione”.

Complice la crisi economica, ma grazie anche alle tecnologie, alla rete e soprattutto a un cambio di filosofia delle giovani generazioni - che mostrano sempre più un’attenzione a modelli di crescita sostenibili incentrati sul riutilizzo e su una migliore allocazione di risorse, beni e conoscenza - l’economia della condivisione si diffonde sempre più. Attraverso il web si vengono a creare delle vere e proprie comunità, elemento base di questo tipo di economia, intorno a nodi che offrono servizi di condivisione. All’interno di questi gruppi la credibilità di ognuno assume un valore da preservare, perché buona parte del sistema si basa sulla fiducia reciproca (anche se quasi sempre mediata dai portali).

Stiamo parlando non di semplici esempi di start-up innovative e di successo ma di un vero e proprio modello (di comportamento e di economia) che si rafforza e si diffonde giorno dopo giorno. Basta vedere il caso di  blablacar.it , piattaforma su cui si cercano e si offrono passaggi in auto, in cui il fondo Index Ventures ha deciso di investire 100.000.000 di dollari: se anche la vecchia finanza capitalistica sta scommettendo sulla sharing economy, questo significa che ci sono potenzialità di sviluppo molto grandi. Non parliamo di riscoprire vecchie forme di scambio o di baratto e renderle moderne tramite la rete, ma di un vero e proprio sistema economico, il cui principio cardine è che il valore di un oggetto (o di un servizio) è scisso dalla proprietà e valutato solo sulla base dell’accesso allo stesso. Una rivoluzione del concetto di proprietà per come lo abbiamo conosciuto ad oggi. Forse è ancora presto per dire se questo modello, innegabilmente a forte impatto etico-sociale, in confronto al consumismo sfrenato degli anni passati e alla centralità della proprietà, riuscirà ad affermarsi; nel frattempo ci permettiamo qualche suggerimento per aiutare chi vuole provare a condividere qualcosa della propria vita. Partiamo da quello che per tutti è considerato il proprio tempio, ovvero la casa. Oggi tramite siti come  Airbnb  o  Homeexchange  è possibile condividere la propria abitazione o scambiarla con altre in altri luoghi del mondo. Il sistema è semplice, tu passi le vacanze a casa mia e io a casa tua. Se siete curiosi di questa esperienza ma ovviamente timorosi di provare, vi consigliamo di muovere i primi passi attraverso  Couchsurfing , qui l’unica cosa che si condivide è il proprio divano ospitando un viaggiatore per qualche notte: un ottimo modo di iniziare con un nuovo stile di vita e anche un sistema per ripassare le lingue straniere. Se vi sentite più viaggiatori, per raggiungere la vostra meta potreste utilizzare  Blablacar , un sistema di condivisione della propria autovettura su tragitti medio-lunghi. Anche qui il sistema è abbastanza intuitivo, devo andare da Roma a Milano e ho tre posti liberi in macchina? Li condivido e si dividono le spese per benzina e autostrada. Come spesso accade, la politica, che dovrebbe mettersi alla testa dei processi di trasformazione della società, ancora non è arrivata a comprendere la portata di questo fenomeno: pochi e sporadici sono gli esempi di condivisione delle scelte online e ancora troppe ombre soprattutto nel nostro Paese ci sono su questo genere di processi. Così se la strada per una democrazia che sia veramente condivisa è ancora lunga nel frattempo potete girovagare sulla rete alla ricerca di qualcosa da condividere. La lista è certamente lunga e ogni giorno nuove possibilità si affacciano sul web. I vostri bambini sono diventati grandi? provate  swap.com.  Avete la passione per i libri? Registratevi su  BookMooch.  Bisogno di un prestito per qualche piccola spesa?  Smartika  (dopo un iniziale stop di Bankitalia) è il vostro indirizzo. Vi state intrigando ma avete ancora le idee confuse? Su  Zilok  (ancora non disponibile in Italia) avete solo l’imbarazzo della scelta: qui infatti è possibile condividere qualsiasi cosa vi venga in mente, dal kayak alla motosega... Un’ultima segnalazione vogliamo farla per tutti coloro che hanno a casa oggetti inutilizzati e non vogliono contribuire alla proliferazione delle discariche: dovete correre a iscrivervi a “ teloregalosetelopassiaprendere ”, il cui nome vale più di ogni descrizione.


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