3 ottobre 2018

L’opinione pubblica europea sulla gestione UE dell’immigrazione

Un’indagine compiuta nella primavera del 2018 dal Pew Research Centre ha testato i sentimenti che i cittadini di dieci Paesi europei (Grecia, Italia, Polonia, Ungheria, Regno Unito, Svezia, Germania, Paesi Bassi, Francia e Spagna) hanno verso l’accoglienza di rifugiati e profughi e i loro giudizi rispetto alle politiche di gestione dei flussi messi in atto dall’UE: ne è emerso che, pur con notevoli differenze da Paese a Paese, la maggioranza (il 77%) è favorevole all’accoglienza ma che vi è un diffusissimo biasimo nei confronti dell’Unione, le cui azioni in questo ambito vengono disapprovate più di quelle attuate in politica economica.

Il Paese meno accogliente si conferma l’Ungheria, in cui il 54% è contrario all’accoglienza, mentre i più solidali sono gli spagnoli, favorevoli nell’86% dei casi, seguiti da Paesi Bassi (83%), Germania (82%), Svezia (81%) e Francia (79%). Nella parte bassa della classifica, dopo l’Ungheria, la Polonia (49% di favorevoli) e poi Italia e Grecia, in cui si dichiarano per l’accoglienza rispettivamente il 56 e il 69% dei cittadini intervistati. Questi due ultimi Paesi, che come è noto insieme alla Spagna sono la porta principale d’ingresso degli immigrati, hanno riacquisito una certa ‘generosità’ rispetto al 2015-16, quando i flussi avevano raggiunto un picco e, inoltre, le opinioni pubbliche europee erano scioccate dalla serie degli attentati terroristici compiuti nel continente da radicalizzati islamici (Charlie Hebdo, Bataclan ecc.).

In Europa il sentimento che si diffuse in quell’epoca fu di diffuso rifiuto verso l’immigrazione islamica, benché proveniente da fronti tragici di guerra come la Siria, a cui si associava la percezione di un aumento del rischio terroristico; va notato però che in quel caso i Paesi più spaventati non erano necessariamente quelli più colpiti, e Francia e Spagna in più della metà dei casi si rifiutavano di compiere l’associazione immediata islam-terrorismo, al contrario per esempio di Ungheria e Polonia.

Tornando al 2018 e allargando lo sguardo su alcuni Paesi del resto del mondo, si va dal massimo di favorevoli all’accoglienza espresso dal Messico (79%), seguito da Canada e Australia, fino al minimo espresso da Israele (37%), seguito da Russia e Sudafrica.

Un giudizio che accomuna però le varie cittadinanze europee è la profonda riprovazione delle politiche della UE rispetto ai flussi migratori, che trova sostegno solo in sparute minoranze, che vanno dal 7% della Grecia – indubbiamente uno dei Paesi più coinvolti nella gestione dell’emergenza – al 37% dei Paesi Bassi: gli europei sono quasi tutti convinti che di questo problema dovrebbe occuparsi il loro Paese e non l’Unione. E poiché questo grave livello di disapprovazione non riguarda anche le politiche economiche dell’Unione, non lo si può ridurre a una generica disaffezione verso l’UE, ma va considerato come un problema specifico su cui riflettere.

 

Crediti immagine: da The U.S. National Archives (https://catalog.archives.gov/)[ Public Domain], attraverso PICRYL (https://picryl.com)

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