21 novembre 2019

La Nuova Zelanda approva la legge che azzera le emissioni di anidride carbonica entro il 2050

Lo scorso 7 novembre il Parlamento della Nuova Zelanda ha approvato, tra gli applausi, la Zero Carbon Bill, una legge che vincola il Paese ad azzerare entro il 2050 le proprie emissioni di anidride carbonica.

La proposta di legge ha ottenuto il sostegno bipartisan praticamente dell’intero Parlamento neozelandese: 119 voti a favore su 120 totali, l’unico voto contrario è arrivato da David Seymour, il leader e unico membro del partito di destra ACT New Zealand presente in Parlamento.

Il disegno di legge era stato presentato da James Shaw, ministro dei Cambiamenti climatici, ed ha ricevuto il placet anche del Partito nazionale che, qualora venisse eletto l’anno prossimo, nel 2020, si è impegnato a portare avanti e a far applicare l’intero pacchetto di riforme introdotte dalla legge.

Enorme soddisfazione è stata espressa dalla prima ministra neozelandese, Jacinda Ardern, che ha affermato come il suo Paese si confermi una volta di più, con questa decisione, «dalla parte giusta della Storia», affrontando con coscienza il problema e l’emergenza dei cambiamenti climatici, definiti dalla Ardern come «la più grande sfida del nostro tempo». In effetti, questa nuova legge ha soprattutto una grandissima rilevanza simbolica e pone il Paese come un esempio da seguire per il resto del mondo: la Nuova Zelanda, infatti, attualmente è responsabile appena dello 0,17% delle emissioni di anidride carbonica a livello globale e la Zero Carbon Bill avrà principalmente il compito di mostrare a tutti come le scelte dei singoli possano avere, a catena, un impatto enorme nel cambiare positivamente il mondo in cui viviamo.

Oltre alla condivisione parlamentare, la legge ha visto, nel suo iter compositivo, l’apporto di membri diversi ed eterogenei della società civile nel suo complesso: genitori e studenti, scienziati e ricercatori, agricoltori e professionisti della salute sono stati ascoltati proprio perché la legge, secondo le stesse dichiarazioni di Shaw, doveva appartenere all’intero Paese, incontrando un sostegno e una condivisione quanto più vasti possibile per renderla poi maggiormente efficace nella sua resa operativa.

In concreto, la Zero Carbon Bill impegna la Nuova Zelanda non solo ad azzerare le proprie emissioni entro il 2050, ma anche a mantenere il suo riscaldamento globale al di sotto di 1,5 °C; verrà inoltre istituita un’apposita commissione per i cambiamenti climatici che stabilirà i diversi obiettivi e offrirà al governo un supporto di consulenza per tutte le questioni relative all’inquinamento e, in generale, all’impatto ambientale.

La legge, tra l’altro, s’inquadra in un pacchetto complessivo di misure, a vario titolo, di tutela ambientale come, ad esempio, le nuove sanzioni previste per gli agricoltori che entro i prossimi cinque anni non abbassino le proprie emissioni di carbonio sia dal punto di vista del metano biogenico, prodotto dagli organismi viventi, cha da quello di tutti gli altri gas serra.

«Questo disegno di legge appartiene alla Nuova Zelanda, e insieme abbiamo assicurato la legge che ci assicura di spostarci verso un Paese a basse emissioni che ci tiene tutti al sicuro», queste ancora le parole di James Shaw subito dopo l’approvazione, che confermano quanto la preoccupazione crescente e trasversale nei confronti dei cambiamenti climatici stia pian piano smuovendo le coscienze e facendo operare scelte e trasformazioni concrete soprattutto nei Paesi più attenti e maggiormente predisposti alla questione ambientale e che possono, quindi, diventare sempre più un esempio per tutti.

 

Immagine: Penisola di Banks, Nuova Zelanda (20 gennaio 2017). Crediti: Bernard Spragg [Public Domain Mark 1.0], attraverso www.flickr.com

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