13 marzo 2019

La disinformazione in periodo elettorale

Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) ha pubblicato il 6 marzo il nuovo Osservatorio sulla disinformazione online, relativo al 2018, avviando nel contempo un programma di monitoraggio per i prossimi mesi, in relazione alle elezioni europee: è durante i periodi elettorali, infatti, che si raggiunge il massimo grado di disinformazione on-line.

Lo scorso anno, il picco lo si ebbe a ridosso delle elezioni politiche di marzo, ma già nel secondo semestre si è notata una nuova impennata collegata alla campagna elettorale in corso.

In generale, si nota che la disinformazione sembra essersi assestata su un valore mediamente più alto rispetto agli anni passati, e che costituisce l’8% di tutti i contenuti informativi. Gli argomenti su cui la disinformazione si concentra sono, ovviamente, quelli più sensibili: cronaca (34%) e politica (19%), seguite da scienza e tecnologia (18%), spettacolo (10%), cultura (7%), esteri (6%), economia (5%), sport (2%). Una qualità tipica delle notizie false riguarda il loro carattere divisivo e la loro forza di impatto emotivo.

A ridosso delle elezioni del 4 marzo le notizie false hanno riguardato in primo luogo partiti ed esponenti politici o delle istituzioni, fatti di cronaca nera, interventi delle forze dell’ordine e immigrazione. Nel secondo periodo dell’anno, si sono concentrate invece sulla politica di governo e le istituzioni, di nuovo su fatti di cronaca e interventi delle forze dell’ordine, e sulla manovra economica. A partire da settembre 2018, è iniziata a crescere la disinformazione riguardante le questioni di interesse europeo: va notato che la disinformazione aumenta più velocemente dell’informazione sui temi d’interesse. I temi che i cittadini, secondo un sondaggio dell’Agcom, ritengono di maggiore rilevanza europea sono, nell’ordine: immigrazione (59%), situazione economica (49%), disoccupazione (47%), cambiamento climatico (33%), criminalità (24%), seguiti da tassazione, pensioni, stato delle finanze pubbliche e inflazione. Gli insegnanti sono i più interessati alla questione dell’immigrazione (74%), seguiti da casalinghe e pensionati; operai (58%), liberi professionisti e disoccupati (entrambi al 56%) sono invece preoccupati dalla questione della disoccupazione; quadri, funzionari, imprenditori e dirigenti, infine, considerano una priorità la situazione economica (65-66%).

L’informazione veritiera dedica a questi temi la seguente ripartizione di spazio: disoccupazione (32%), criminalità (24%), tassazione (10%), immigrazione (9%), pensioni e inflazione (6%), situazione economica (5%), terrorismo (4%), stato finanze pubbliche (2%), cambiamento climatico (1%) – davvero non si può non notare che temi molto importanti attirino una scarsa attenzione da parte dei media on-line accreditati. Le notizie menzognere, invece, si distribuiscono come segue: criminalità e immigrazione, rispettivamente al 25%, seguite da disoccupazione (19%), tassazione (8%), terrorismo (7%), pensioni (6%), situazione economica e inflazione (entrambe al 4%), stato finanze pubbliche (2%) e cambiamento climatico (1%). Immigrazione e terrorismo sono i temi che ricevono maggiore attenzione dai mezzi di disinformazione on-line, occupando rispettivamente il 15 e l’11% di tutti i contenuti presenti in rete.

 

Crediti: pathdoc / shutterstock.com

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