10 gennaio 2018

La fotografia delle famiglie italiane

Tante famiglie, sempre più piccole: è questo uno degli aspetti più evidenti che caratterizza il tessuto sociale del nostro Paese come descritto da L’annuario statistico italiano 2017 dell’Istat: negli ultimi vent’anni, il numero medio dei componenti per famiglia è continuato a scendere, passando da 2,7 a 2,4 persone e numerosissime sono diventate le famiglie unipersonali, che costituiscono il 31,6% a livello nazionale, quasi una su tre, con una concentrazione massima nel Centro Italia. Le cause di questo fenomeno sono certamente l’invecchiamento, per cui un gran numero di vedovi e soprattutto vedove vive solo, l’immigrazione, poiché molti stranieri, almeno al principio, lasciano la famiglia al Paese d’origine, e i divorzi, che sono aumentati sensibilmente soprattutto in seguito alla nuova legge sul divorzio breve, passando da 52.355 nel 2014 a 82.469 nel 2015.

Viceversa, continuano a diminuire le famiglie numerose, quelle composte da cinque o più persone, che sono ormai una vera rarità, passando dal 1995-1996 al 2015-2016 dall’8,1 al 5,4%. Tale tendenza è più spiccata nel Nord e nel Centro, ma si sta implacabilmente affermando anche al Sud, in cui le famiglie, nei vent’anni considerati, sono passate da un numero medio di 3,1 a un numero medio di 2,6 componenti.

L’Italia è inoltre uno dei Paesi europei in cui ci si sposa meno e si fanno tradizionalmente pochi figli e tardi; anche le donne immigrate, gradualmente, si stanno adeguando ai ‘ritmi’ italiani, benché abbiano un indice di fertilità maggiore. Tra i 35 e i 54 anni il 63,9% delle persone tuttavia è genitore, benché numerose siano anche le coppie o i single di questa fascia d’età senza figli (23,1%). Naturalmente, con il crescere dell’età, aumenta il numero delle persone che vivono sole e delle coppie che vivono senza figli perché questi, a loro volta, sono andati a costituire un’altra famiglia.

Tale quadro, in cui sembrerebbe rappresentata un’Italia composta da persone molto spesso sole, non deve però ingannare. Gli italiani continuano ad amare la famiglia, piccola o grande che sia, che rimane costantemente uno dei motivi di maggiore soddisfazione: le persone di 14 anni e più che si dichiarano molto o abbastanza soddisfatte per le relazioni familiari nel 2016 sono state oltre il 90% e solo l’1,4 è del tutto insoddisfatto di tale tipo di relazioni.

Dal 2016, inoltre, le famiglie italiane hanno cominciato a percepire meno drammaticamente la loro situazione economica, sono aumentate le famiglie che considerano invariata la loro condizione, diminuite quelle che la ritengono peggiorata e cresciute, benché di poco, anche quelle che pensano sia migliorata, nonostante persistano ancora grandi distanze regionali. In effetti, benché non ancora tornata ai livelli del 2011, la spesa familiare mensile è in progressivo lieve aumento dal 2014 (in valori correnti è pari a 2.524,38 euro), dopo l’anno nero del 2013. Trentino-Alto Adige, Lombardia ed Emilia-Romagna sono le regioni che spendono di più (circa 3000 euro), la Calabria è invece quella che spende di meno (1.701,04 euro). Le famiglie straniere spendono circa 1000 euro in meno di quelle italiane, e rispetto a queste si concentrano maggiormente su beni e servizi essenziali, ossia casa e alimentazione.


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