4 febbraio 2019

La percezione della corruzione

L’Indice di percezione della corruzione è uno strumento che, attraverso sondaggi e altre metodologie statistiche, intende offrire una fotografia della corruzione percepita nel settore pubblico nei diversi Paesi. Viene pubblicato annualmente dal 1995 da Transparency International e nel corso del tempo ha ricevuto alcune critiche, soprattutto legate al fatto che misura la percezione soggettiva e non un fatto oggettivo e che, oltretutto, riguarda uno di quei fenomeni sociali che rischiano di autoalimentarsi (se in tanti la percepiscono sarà vero) e ad autoavverarsi (se tutti rubano, perché non dovrei farlo anch’io?). Ciononostante è considerato, tutto sommato, un indicatore piuttosto affidabile nonché uno strumento conoscitivo utile a indirizzare l’azione politica. Un esempio di tale indirizzamento sono state, in Italia, la legge Severino del 2012 e l’istituzione dell’Autorità nazionale anticorruzione nel 2014, che hanno avuto almeno sulla percezione di tale fenomeno un influsso positivo: il nostro Paese, tradizionalmente tra quelli più critici rispetto agli altri dell’Unione Europea, ha guadagnato gradualmente da allora a oggi 10 punti (da 42 a 52) risalendo di 19 posizioni la classifica mondiale: eravamo infatti al 72° posto nel 2012, al 69° nel 2013-14, al 54° nel 2017, per raggiungere infine il 53° nel 2018 – un risultato non esaltante, ma comunque di gran lunga migliore rispetto al passato.

Nell’Indice, 0 corrisponde all’assenza totale di percezione di corruzione e 100 al massimo di percezione della corruzione. I Paesi con livelli più bassi di corruzione percepita sono Danimarca (88 punti) e Nuova Zelanda (87), quelli al contrario con livelli drammatici di percezione del fenomeno sono Siria e Sud Sudan (13) e Somalia (10). In generale, l’Europa nord-occidentale (Finlandia, Germania, Svizzera, Regno Unito, Olanda, Svezia, Norvegia, Lussemburgo) occupa posizioni molto alte, mentre quella meridionale, seguita da quella orientale, si approssima tendenzialmente più verso posizioni intermedie; nella UE noi occupiamo la 25° posizione su 31. Fuori dalla UE Ucraina e Moldavia sono a livello europeo le realtà più problematiche.

 

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