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11 luglio 2018

Lavorare in Europa, tra necessità e opportunità

I dati Eurostat pubblicati nel bollettino EU citizens in other EU member States, relativi al 2017 mostrano che il 4% dei cittadini UE in età lavorativa (compresi, quindi, tra i 20 e i 64 anni) vivono per lavoro in un altro Paese rispetto a quello di cittadinanza e che, negli ultimi 10 anni, tale tendenza a trasferirsi è cresciuta del 2,5%. Osservando attentamente i dati e mettendoli in relazione tra loro ci si può certamente fare un’idea più chiara della situazione occupazionale all’interno dei singoli Stati membri.

Con particolare riferimento all’Italia, scopriamo che il tasso di occupazione dei cittadini italiani che risiedono all’estero è più alto di quello di coloro che continuano a vivere all’interno dei confini nazionali e, nonostante questo sia un dato condiviso con altri Paesi, lo scarto tra il tasso occupazionale nazionale medio e quello dei residenti in altri Stati membri è, nel nostro Paese, di ben il 13%, mentre negli altri si ferma in media al 4%: un dato che tanto ci dice sull’attuale situazione del mercato del lavoro in Italia. In questa ben poco confortante classifica fanno compagnia all’Italia la Grecia, la Croazia, la Spagna e la Polonia, con una forbice però più stretta che si ferma al 10,9%; Paesi decisamente più virtuosi sono il Regno Unito, la Svezia e la Danimarca: in tutti questi Stati, infatti, il tasso di occupazione interno supera quello estero.

Vediamo poi che i cittadini UE più ‘mobili’ sono i rumeni con una percentuale pari al 19,7% (praticamente un cittadino su 5 tra i 20 e i 64 anni), mentre i più ‘stanziali’ sono i tedeschi con una percentuale che non supera l’1%. In generale, possiamo dire che il quadro della mobilità lavorativa europea vede come protagonista assoluto l’Est Europa: in cima, infatti, alla classifica di Paesi con il più alto numero di residenti in un altro Stato UE vi sono, dopo la Romania, la Lituania e la Croazia, mentre, sul fronte opposto, la Germania, il Regno Unito e la Svezia.

Un’Europa bifronte, quindi, in cui spesso opportunità e necessità, scelte libere e scelte obbligate si mescolano e si presentano diversamente alla luce delle singole economie degli Stati membri.

 

Crediti immagine: da Victor Bayon. Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)