7 novembre 2018

Le popolazioni indigene a protezione dell’ambiente

I T’boli-manubo sono popolazioni native che vivono sulla grande e popolosa isola di Mindanao, nelle Filippine meridionali. Pochissimo si sa della loro origine, ma sono una minoranza consistente in 150-200.000 persone, a maggioranza animista, che nel corso di circa 80 anni è stata progressivamente espropriata della terra natia e confinata in un’area sempre più ridotta nella provincia di South Cotabato, nel sud dell’isola. In ultimo, nel 2016, senza che la comunità fosse stata interpellata o informata, è stata prolungata a un’azienda di caffè una concessione di 25 anni per lo sfruttamento delle terre ancestrali, e nel dicembre del 2017 un capo T’boli-manubo, Datu Victor Danyan, è stato ucciso insieme ad altri membri della sua famiglia: secondo le associazioni dei nativi, perché si era opposto alla proroga; secondo l’esercito governativo, in quanto terrorista. Ma nelle Filippine gli attivisti ambientali sono tra i più vessati al mondo: nel 2017, ne sono stati uccisi 48, la maggior parte dei quali nativi di Mindanao.

Ancora più grave è però la situazione in America Latina, l’area del mondo in cui i difensori dell’ambiente, e in particolare della foresta amazzonica, subiscono le maggiori violenze: in Brasile dal 2012 ne sono stati uccisi in media 42 all’anno (e 57 nel 2017) e in Honduras 128 dal 2010; nel 2017 gli omicidi sono stati 24 in Colombia e 15 in Messico. Tuttavia, secondo lo studio At what cost? (2018) dell’organizzazione non governativa Global Witness, tali dati sottostimano il fenomeno: nell’agosto del 2017, per esempio, secondo le denunce del FUNAI (Fundação Nacional do Índio), 10 membri della tribù dei Flecheiros sono stati trucidati da minatori nella riserva della Vale do Javari, nell’Amazzonia brasiliana, ma i loro corpi non sono mai stati ritrovati e le vittime quindi non rientrano nel conteggio della ONG. I Flecheiros sono una di quelle rare e piccolissime tribù, concentrate massimamente proprio nella Vale do Javari, che non sono mai venute a contatto con altre civiltà, e la loro difesa, garantita dalla Costituzione, è considerata tanto preziosa quanto ardua. Tuttavia, già sotto la presidenza Temer erano stati tagliati i fondi per gli affari indigeni e concessi nuovi permessi per la deforestazione, e ora le aspettative su Bolsonaro, che ha promesso in campagna elettorale «nemmeno un centimetro quadrato in più agli indios», non sono certo ottimiste.

 

Un servizio dell’agenzia di stampa Sputnik Brasil sull’oscuro massacro dei Flecheiros

 

Buona parte dei delitti avviene a opera di coltivatori, minatori o allevatori, anche in rappresaglia ad azioni di boicottaggio compiute dagli indios: i Ka'apor, per esempio, una tribù di circa 2.200 persone nello Stato di Maranhão, come testimoniato da The Guardian, hanno subito diversi omicidi per aver compiuto furti e incendi di legname nel tentativo di ostacolare la deforestazione in quelle che considerano le loro terre; nel maggio del 2017 i coltivatori hanno attaccato nello stesso Stato un insediamento di Gamela, mutilando molte persone. Ma spesso questi delitti sono compiuti dagli eserciti governativi, o quantomeno con la loro connivenza: benché, a causa della diffusa impunità, sia molto difficile individuare i colpevoli, per Global Witness almeno 53 uccisioni in tutto il mondo nel 2017 sono attribuibili alle forze di sicurezza governative.

Nel complesso, gli omicidi accertati legati alla difesa dell’ambiente lo scorso anno sono stati 207. Ma è un numero difettoso, a causa della mancanza di dati: un problema che riguarda soprattutto il continente africano, dove i delitti, per lo più legati all’antibracconaggio e alla difesa delle aree protette da parte dei ranger, risulterebbero 19, ma dove la mancanza di associazioni locali a documentare gli eventi nasconde probabilmente una realtà più drammatica.

Un ultimo dato: rispetto all’anno precedente, la percentuale sul totale delle morti di nativi è diminuita, forse a indicare un interessamento più diffuso verso la questione ambientale, non più considerata un problema riguardante solo le piccole popolazioni che vigilano al confine tra le grandi riserve naturali e la “civiltà”.

 

Crediti immagine: Fabio Rodrigues Pozzebom/ABr. Fonte: http://www.agenciabrasil.gov.br/media/imagens/2009/01/31/1530FP8886.jpg/view. Creative Commons Attribution 3.0 Brazil, attraverso Wikipedia

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