14 novembre 2018

Lo status degli insegnanti

Esiste una correlazione tra lo status attribuito agli insegnanti, i loro stipendi, il rispetto da essi ricevuto e il rendimento degli studenti? È quanto ha cercato di stabilire l’indagine Global teacher status index (GTSI; 2018) compiuta dalla Varkey Foundation, un’organizzazione non profit che ha l’obiettivo di promuovere e migliorare l’educazione nel mondo (la stessa che dal 2015 aggiudica il Global Teacher Prize). Sono state intervistate 35.000 persone tra i 15 ai 65 anni appartenenti a 35 diverse nazionalità per indagare gli atteggiamenti culturali nei confronti degli insegnanti: quanto si ritiene che essi vengano rispettati dagli alunni e pagati adeguatamente, quanto si consiglierebbe ai giovani di intraprendere la professione, in quale status sociale rispetto ad altre categorie di laureati vengono collocati e così via. Tali opinioni sono state poi raffrontate con i risultati ottenuti dagli studenti nei test del Programma per la valutazione internazionale dello studente (PISA, Programme for International Student Assessment) e con quelli delle indagini dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) periodicamente pubblicati in Education at a Glance.

Ne emerge un quadro complesso, come d’altronde complessi sono la scuola, l’insegnamento e l’istruzione in generale, che però sembra suggerire che laddove agli insegnanti è attribuito uno status autorevole gli studenti raggiungono risultati migliori.

Un primo dato evidente è che nei Paesi asiatici gli insegnanti godono di una considerazione molto superiore che nella maggior parte dei Paesi occidentali: i primi posti del GTSI sono occupati infatti da Cina, Malaysia, Taiwan e, dopo la Russia, da Indonesia, Corea, Turchia e India. E sono proprio i ragazzi asiatici a eccellere nei test PISA: tra quelli qui considerati, singaporiani, giapponesi, taiwanesi e coreani sono i più competitivi al mondo (e come si sa fanno una concorrenza strepitosa nelle università americane agli studenti locali). All’estremo opposto di entrambe le classifiche si pongono i brasiliani; in generale i Paesi dell’America Latina occupano posizioni piuttosto basse sia nei test PISA sia nel GTSI. Israele, penultimo nell’indice in oggetto, è anche sotto la media OCSE nei test PISA. Nelle Americhe spiccano per rispetto i canadesi, che sono i primi del continente nei test PISA. Ma in Europa la situazione sembra più articolata. Intanto, un dato che riguarda il nostro Paese: l’Italia è terzultima tra i 35 Paesi considerati a ritenere che gli insegnanti godano di rispetto e che il loro sia uno status sociale autorevole. I più “rispettosi” invece in Europa sono i greci, seguiti dai britannici e poi dagli svizzeri. Mentre però i britannici e soprattutto gli svizzeri (con tedeschi, finlandesi e olandesi) raggiungono medie molto alte nei test PISA, non così i greci, che sono sensibilmente sotto la media OCSE: in una posizione inferiore, in effetti, anche a quella degli italiani, che raggiungono dei punteggi PISA piuttosto bassi rispetto ad altri Paesi europei.

Lo studio suggerisce infine una correlazione tra gli esiti scolastici e lo stipendio degli insegnanti, particolarmente evidente in alcuni casi positivi (come Singapore, il Canada o la Germania) e anche in alcuni negativi, come la Grecia, dove gli insegnanti percepiscono stipendi molto bassi.

 

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