21 giugno 2019

Nasce Libra, la moneta virtuale di Facebook

Dopo mesi di speculazioni sulle criptovalute e di gossip su quella possibile di casa Facebook, finalmente Mark Zuckerberg ha pubblicato un white paper per raccontare Libra, la moneta virtuale che verrà lanciata sul mercato nel 2020. Libra sarà la moneta virtuale governata dalla Libra Association, una no profit che farà da autorità centrale e di cui Facebook è parte. Pur essendo le sue transazioni registrate su una blockchain, non si tratterà di una criptovaluta in senso stretto poiché il sistema di governance sarà centralizzato, diversamente da quanto avviene invece per le criptomonete, e il valore sarà ancorato ad un paniere di attività che ne garantiranno la non volatilità.

 

A cosa serve?

Creare una moneta virtuale, sostiene l’associazione, serve principalmente perché ad oggi 1,7 miliardi di adulti restano esclusi da sistemi finanziari tradizionali. Ciò avviene principalmente per due motivi: in molti non hanno i documenti in regola necessari per aprire un conto in banca (sono, ad esempio, apolidi, rifugiati, ma anche persone che vivono in Paesi in cui non è semplice reperire un documento anagrafico); i costi bancari incidono notevolmente su chi ha meno disponibilità di denaro: i costi di un conto, le tariffe per il trasferimento di denaro, i costi per il prelievo dal bancomat, prestiti a tassi di interesse che possono raggiungere il 400% rendono pressoché impossibile l’accesso al sistema bancario tradizionale per una grande parte della popolazione mondiale.

A fronte di ciò va considerato che la penetrazione degli smartphone tra la popolazione mondiale è molto alta e il numero di persone connesse ad Internet continua a crescere. In questo scenario, Libra si andrebbe a rivolgere non solo ad un pubblico già introdotto alle monete virtuali e inserito nel circuito bancario tradizionale, ma, come tutte le monete virtuali, sarebbe orientata anche verso coloro che ne sono al momento esclusi.

 

Come funziona?

Sono principalmente tre i motivi che contraddistinguono Libra dalle altre criptovalute.

In primo luogo la capacità di penetrazione nel mercato: fino ad oggi le monete virtuali sono state per lo più appannaggio di pochi e usate come investimento a causa della loro volatilità. Libra invece, grazie all’alta penetrazione di Facebook, al sistema di pagamento integrato e al valore stabile, avrà la possibilità di diffondersi ovunque.

Le criptovalute tradizionali, inoltre, si basano su un modello di governance decentralizzato, e non hanno quindi una singola autorità che ne detiene il controllo. Libra sarà invece controllata dalla Libra Association e solo in un secondo momento, stando al white paper, si aprirà alla decentralizzazione, anche se al momento non è chiaro quando e come questo avverrà.

Infine, Libra è stata disegnata per avere un valore stabile nel tempo e non essere soggetta a speculazioni finanziarie, e sarà supportata da una riserva di asset reali, la Libra Reserve, andando quindi ad assumere un profilo più simile a quello di una fiat currency che non di una criptovaluta.

Per spendere le proprie Libra l’utente avrà bisogno di un wallet virtuale sul quale depositare la moneta. Il wallet di Facebook si chiamerà Calibra e, garantisce il social network, non sarà collegato agli account Social Media degli utenti, ma, al contrario, garantirà l’anonimato delle transazioni. Per fidelizzare gli utenti, nel caso in cui un wallet venga hackerato o un utente venga derubato, Calibra garantisce il rimborso del maltolto.

 

La Libra Association

Libra sarà controllata da un consorzio di aziende, organizzazioni e istituti di ricerca che possono entrare a far parte del club versando almeno 10 milioni di dollari e rispettando alcuni requisiti stringenti tecnici, di fatturato e di esperienza nel campo della blockchain. Ogni membro ha un voto nel consiglio della Libra Association e avrà diritto a una parte dei dividendi dei ricavi futuri. Al momento i membri dell’associazione sono meno di trenta, tra cui Facebook, eBay, Uber, PayPal.

 

Crediti immagine: jakkapant turasen / Shutterstock.com

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