16 gennaio 2015

Nativo sarà lei

La percezione è quella di una dirompente diffusione dell’utilizzo di Internet e di un crescente peso dei social media nella nostra vita quotidiana; naturalmente questa intuizione corrisponde alla realtà dei fatti, se si guarda al nostro passato anche recente. Nel 2014, la quota di famiglie che dispongono di un accesso a Internet da casa e di una connessione a banda larga è aumentata sensibilmente rispetto all’anno precedente. Se si getta però un’occhiata alla situazione globale, a ciò che succede in Europa e nel mondo, il quadro che ci appare è molto diverso.

Ventidue milioni di italiani non hanno mai utilizzato Internet; il 56% che invece naviga regolarmente, porta l’Italia ben al di sopra della media mondiale, che è del 35 %, ma il confronto con i Paesi tecnologicamente più avanzati non è invece molto confortante. La media europea di persone che utilizzano Internet è infatti il 72% con punte del 95% in Islanda, del 87% nel Regno Unito e del 80% in Germania; percentuali più basse di quella italiana si registrano soltanto in Bulgaria e Romania. Le famiglie italiane con minorenni sono più attrezzate tecnologicamente mentre al polo opposto ci sono le famiglie composte da soli anziani; ma il nostro ritardo non dipende dall’invecchiamento della popolazione. Infatti tra i cosiddetti nativi digitali le percentuali di utilizzo della Rete sono molto più alte ma comunque nettamente inferiori a quelle degli altri Paesi europei. Nella fascia di età che va dai 16 ai 24 anni, i giovani italiani che utilizzano regolarmente Internet sono l’84%, con un’impennata notevole rispetto ai bambini e ai preadolescenti e una media molto superiore al fatidico 56%; però anche qui siamo molto indietro rispetto agli altri Paesi europei, la maggior parte dei quali raggiunge e supera, in questa fascia, il 90%. Insomma, un divario c’è: non sembra incolmabile, ma la tendenza per ora è la stabilizzazione di questo ritardo dell’Italia, anche nelle fasce di età più abituate all’utilizzo permanente della Rete. Le conseguenze di questo gap sullo sviluppo sociale ed economico del paese le conosceremo presto.


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