19 giugno 2019

Niente più carcere per l’omosessualità in Botswana

L’Alta Corte del Botswana, con una sentenza dell’11 giugno, ha eliminato le previsioni del codice penale che criminalizzavano i rapporti sessuali “contro natura”, accogliendo un ricorso che ne lamentava la contrarietà alla libertà di espressione.

Come in molti Stati africani, si trattava di regole ereditate dall’epoca coloniale, e in particolare dalla dominazione britannica: il Regno Unito ha infatti abbandonato la repressione dell’omosessualità, a suo tempo introdotta da Enrico VIII nel contesto della riforma anticattolica, soltanto nel 1967, e quindi molto tempo dopo aver perduto il controllo sui Paesi in cui l’aveva esportata (analoga, peraltro, è stata la vicenda delle colonie portoghesi: la persecuzione degli omosessuali, abrogata nel 1852 ma reintrodotta nel 1886, divenne feroce durante la dittatura fascista, per essere eliminata soltanto dopo l’avvento della democrazia e restare in vigore in colonie come l’Angola, dove la libertà di avere rapporti omosessuali è stata concessa solamente quest’anno).

In Europa è dal 2014 che non si riscontrano più regole di questa sorta, dopo l’abrogazione delle norme incriminatrici che ancora erano applicate nella parte di Cipro occupata dalla Turchia, anche se restano in vigore le disposizioni omofobiche russe e lituane che comunque limitano la libertà di espressione proibendo di parlarne favorevolmente (e si riscontrano inoltre in Russia sanguinose persecuzioni illegali).

In linea generale nelle ex colonie inglesi la triste eredità dell’omofobia va progressivamente scomparendo: l’anno scorso hanno depenalizzato l’India e Trinidad, e negli Stati Uniti le numerose previsioni ancora formalmente contenute nelle leggi penali degli Stati federati sono ritenute inapplicabili a seguito del precedente della Corte suprema Lawrence v. Texas del 2003 (anche se in maggio l’Alta Corte del Kenya ha ancora rifiutato di dichiarare illegittime le proprie norme incriminatrici).

Fanno eccezione i Paesi a maggioranza musulmana, ove anzi l’odio si acuisce: il Ciad si è unito nel 2017 alla lista degli ordinamenti che puniscono l’amore omosessuale con il carcere.

 

Crediti: L’immagine è un fotogramma tratto dal video Botswana decriminalises homosexuality in landmark case (France 24 http://f24.my/youtubeEN)

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